L’inaugurazione non sia solo una passerella

15 Settembre 2015

Ieri durante la visita del segretario di Stato tedesco a Onna si è parlato anche di una possibile data per l’inaugurazione della chiesa. Un evento che andrà al di là della “semplice” restituzione di...

Ieri durante la visita del segretario di Stato tedesco a Onna si è parlato anche di una possibile data per l’inaugurazione della chiesa. Un evento che andrà al di là della “semplice” restituzione di un luogo di culto ai cittadini tenuto conto delle implicazioni storico-diplomatiche che ci sono state e ci sono.

Una prima ipotesi è quella di fare l’inaugurazione a dicembre. Chi scrive non ha nessun titolo, a parte quello di essere nato a Onna, per entrare nella questione e quindi quella che segue è solo un’opinione del tutto personale.

Perché invece di fare l’inaugurazione a dicembre (praticamente in inverno) non si attendono 5 mesi e si sceglie la prima settimana di maggio facendo coincidere l’inaugurazione con la tradizionale e antichissima festa parrocchiale?

È una data a metà tra il sei aprile (il sisma) e l’11 giugno (la strage nazista), si potrebbe fare tutto con più calma (per completare ad esempio nel miglior modo possibile il restauro delle opere d’arte ) e soprattutto verrebbero coinvolti i cittadini. La festa patronale prevede sempre un comitato organizzatore che, insieme ad altre associazioni del posto, potrebbe arricchire l’evento con iniziative collaterali. Il tutto diventerebbe una vera festa di popolo. Senza contare che per quella data dovrebbero aprire alcuni cantieri proprio intorno all’edificio sacro.

Nei luoghi dove si è sofferto (e si soffre) i gesti, i simboli, le tradizioni, la fede popolare, sono decisivi per ricostituire il tessuto di una comunità che quasi sette anni fa è stata dilaniata.

Non affoghiamo tutto in una banale passerella di politici e comparse varie (g.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA