L’Ingv: i boati legati al crollo di cavità carsiche

15 Febbraio 2017

Per gli esperti va esclusa l’ipotesi di eventi tellurici: non rilevati dalla rete La zona interessata dai fenomeni franosi individuata tra Corfinio e Vittorito

RAIANO. Concluse le indagini dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia sui misteriosi boati avvertiti dalla popolazione di Raiano.

Boati che avevano causato grande preoccupazione tra la gente del posto che aveva segnalato anche degli scossoni nelle case del centro peligno. In particolare, lo studio dei tecnici dell’Ingv ha escluso che il fenomeno possa esser stato provocato da un evento sismico in quanto la rete dei rilevatori non ha evidenziato movimenti tellurici superiori alla magnitudo 1,5 della scala Richter. Inoltre, terremoti di 2 gradi non verrebbero avvertiti dalla popolazione a meno che non ci siano particolari condizioni. Molto probabilmente il doppio boato avvertito dai residenti potrebbe essere stato causato dai fenomeni franosi che hanno interessato il sottosuolo nei pressi del centro peligno.

In particolare, il crollo di qualche cavità carsica, «fenomeni che sono molti diffusi in tutta la fascia di territorio che va da Raiano sino all’Aquila», si legge nello studio elaborato dagli esperti. Un’ipotesi che potrebbe spiegare anche la natura di boati simili avvenuti nella vallata dell’Aterno. Inoltre, è stata individuata meglio la zona dove si sono verificati i fragori e si tratterebbe del pezzo di territorio ricompreso tra Corfinio e Vittorito.

Una localizzazione che sposterebbe di diverse centinaia di metri l’origine dei boati rispetto alle prime ipotesi che indicavano, invece, la zona delle Gole di San Venanzio. Non è escluso, però, che oltre al crollo di una cavità carsica possa essersi verificato anche un fenomeno di risalita di gas dal sottosuolo. Simile a quello che nel 2009 portò alla formazione dei vulcanetti scoperti nella zona di Vittorito.

L’indagine, inoltre, non escluderebbe un micro-sisma avvenuto molto in superficie e in una zona delimitata, mentre sono da ritenersi infondate ipotesi riconducibili ad attività dell’uomo.

«Raiano e la zona delle Gole di San Venanzio», afferma Paolo Di Giulio, geologo e presidente del neonato osservatorio geologico del centro peligno, «presenta caratteristiche molto interessanti e in grado di stimolare curiosità e crescita intellettiva negli studenti iscritti a Geologia».

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