L’investitore non parla e resta agli arresti

Il giudice convalida e dispone i domiciliari. I funerali di Colaiuda, agente della penitenziaria, nella chiesa di San Bartolomeo
SCOPPITO. È il giorno del dolore per la comunità di Scoppito e quella degli agenti penitenziari. Oggi, alle 16, nella chiesa di San Bartolomeo, l’ultimo saluto all’assistente capo della polizia penitenziaria Giuseppe Colaiuda, travolto e ucciso martedì sera mentre portava a passeggio il suo cane all’ingresso del paese. Aveva 54 anni, trenta dei quali trascorsi a contatto coi detenuti. Negli ultimi anni l’assistente capo era in forza alla sezione processi per videoconferenza anche a contatto coi reclusi in regime di 41 bis.
Non ha risposto alle domande del gip Marco Billi il 38enne Roberto Maurizi, che martedì sera, sotto l’effetto di droga e alco, era alla guida della Citroen che ha centrato in pieno Colauida dandosi poi alla fuga senza fermarsi a prestare soccorsi. Maurizi, dipendente di un supermercato, è ai domiciliari. «Ci siamo opposti alla misura cautelare», ha detto l’avvocato Roberto Madama, che difende l’indagato, «il giudice ha deciso di applicare gli arresti domiciliari. Il mio assistito è provato fisicamente e psicologicamente per quanto accaduto, per cui non era in grado di sostenere un colloquio col giudice. Ci sono alcune circostanze da chiarire e lo farà sicuramente in seguito. Prima degli accertamenti tecnici ci riserviamo di spiegare e ricostruire i fatti». In particolare il 38enne dovrà chiarire perché si era messo alla guida sotto l’effetto di alcol e droga e perché, dopo l’investimento si è allontanato senza chiamare i soccorsi e le forze dell’ordine. Titolare del fascicolo per omicidio stradale è il pm Roberta D’Avolio. La famiglia dell’agente chiede giustizia. Verso le 22 Colaiuda era uscito di casa per una passeggiata con il suo amico a quattro zampe. Secondo quanto riferito da alcuni testimoni indossava anche una pettorina catarifrangente. L’auto pirata condotta da Maurizi lo ha centrato in pieno. Sono stati alcuni residenti a lanciare l’allarme richiamati dal rumore del violento impatto. Nel frattempo il cagnolino, rimasto incolume, è tornato a casa senza padrone facendo allarmare la famiglia che si è precipitata in strada. A incastrare il pirata alcuni frammenti dell’auto, ma anche alcune testimonianze e le immagini delle telecamere di videosorveglianza. (f.d.m.)

