L’isola pedonale in centro divide Da Confcommercio un mezzo sì

24 Giugno 2021

Il presidente Liberati: «Va bene, ma solo se accompagnata da una programmazione sui parcheggi» Bernardi: «Bisogna che ci siano posti liberi». Il gruppo “Stop alle macchine”: «Si può osare di più»

L’AQUILA. Sì alle restrizioni al movimento degli autoveicoli in centro, ma non senza una programmazione che tenga in conto di molte variabili. Mentre il dibattito sull'isola pedonale sembra dividere categorie di esercenti e residenti, la nuova delibera, in vigore da lunedì 28 giugno, riscontra comunque un parere favorevole da parte di gruppi e associazioni di categoria.
È il caso della Confcommercio, che da anni ha seguito attivamente il dibattito sulla pedonalizzazione del centro storico. «È una questione che tiene banco da prima del terremoto», ricorda Angelo Liberati, presidente di Confcommercio L'Aquila e presidente provinciale Fida, oltre che membro del direttivo nazionale della stessa federazione che rappresenta i dettaglianti dell'alimentazione. «Sin dal primo mandato», continua, «l'amministrazione Cialente aveva inserito tra gli obiettivi la pedonalizzazione del centro. Un progetto cittadino sulla scorta di altre realtà urbane storiche come Perugia, ad esempio». Un progetto tutt'altro che facile da attuare in pieno. «Non si tratta solo di chiudere al traffico», sottolinea, «ma di creare parcheggi di scambio, consentendo al contempo un sistema di accesso limitato – tramite controllo elettronico – ad alcune auto che magari devono raggiungere gli hotel». Al momento, la situazione è ben diversa. «Siamo riusciti, anche con l'impegno di Confcommercio», prosegue Liberati, «ad ottenere una navetta di collegamento terminal-centro storico ogni 20 minuti. Ma non basta a cambiare le abitudini di chi vive o lavora in centro. Abbiamo chiesto ai nostri associati di lasciare l'auto al terminal e sfruttare i bus elettrici, nell'intento di liberare i posti auto per i clienti. Però in molti casi è fatica sprecata, visto che i parcheggi vengono occupati dalle persone impegnate nella ricostruzione». Lo scorso anno ci fu una proposta audace: «Insieme al nostro caro Celso Cioni proponemmo di creare nell'area dello stadio Fattori un megaparcheggio alle porte del centro storico, dirottando il rugby su altri impianti cittadini. Ma si deve fare i conti con costi ingenti e con dei vincoli. Purtroppo stiamo parlando di una partita a scacchi tra residenti, locali, negozi e cantieri. Tornando alla situazione attuale», conclude, «l'unica regola che non concepiamo è quella della chiusura del sabato alle 11 che penalizza tante piccole attività».
Si trova d'accordo Marcello Bernardi di Musicaviva: «Bene l'isola pedonale ma bisogna permettere alle persone di parcheggiare con comodità, altrimenti siamo penalizzati». Gabriele Curci, fisico dell'atmosfera al Cetemps, ma anche moderatore del gruppo Facebook “Stop alle macchine in centro storico”, si dice soddisfatto dei passi avanti fatti dall’ordinanza. «Per la prima volta il provvedimento tocca piazza Duomo», valuta, «e parte da un'ora prima rispetto allo scorso anno. Però vari vicoli non sono contemplati. Bisognerebbe osare di più, anche durante il giorno. Magari rimettendo parcheggi a pagamento che spingono gli automobilisti a evitare di lasciare il mezzo per ore e ore».
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