L’Italia resta il Paese europeo col maggior numero di casi

3 Gennaio 2016

AVEZZANO. Solo nel 2014, in Italia sono stati 21 i decessi per il tetano. Un numero che nell’ultimo decennio ha rappresentato una costante. Sempre più spesso si sente parlare di ebola ma nel nostro...

AVEZZANO. Solo nel 2014, in Italia sono stati 21 i decessi per il tetano. Un numero che nell’ultimo decennio ha rappresentato una costante. Sempre più spesso si sente parlare di ebola ma nel nostro Paese ancora si muore per via delle infezioni che portano altri virus e batteri ritenuti spesso debellati, ma che invece covano anche nei posti più impensabili. Nel 2014 sarebbero stati 22 i casi se un neurologo del Policlinico di Milano non si fosse accorto in tempo che una 77enne, ricoverata per polmonite, stava in realtà covando un’infezione tetanica. Purtroppo, un mese dopo averla salvata dalla terribile malattia, la donna non ha superato una sepsi dovuta ad altri batteri, ma si era liberata dal tetano che l’avrebbe portata via molto prima. L’anziana era entrata in ospedale con un’ampia piaga da decubito che ha rappresentato l’ingresso delle spore tetaniche. Il “pericolo tetano” non si nasconde, dunque, solo nella classica ferita con un chiodo arrugginito. Secondo uno studio pubblicato a febbraio del 2014 dall’Istituto superiore di sanità, l’Italia è il Paese europeo col maggior numero di casi di infezione tetanica, sostenuta dal bacillo Clostridium tetani che, che insinuandosi attraverso tagli e ferite, produce micidiali spore e tossine. Se poi, al di là delle conferme diagnostiche di laboratorio, si considerano solo quelle cliniche, la frequenza risulta dieci volte più alta rispetto a Paesi industrializzati come Australia o Canada, anche se in Italia la circolare Bindi del 1996 prevede entrambi questi criteri diagnostici. Dopo il caso di Milano si è iniziato a riflettere attentamente anche sull’importanza della profilassi antitetanica nelle persone che presentano piaghe da decubito, cosa a cui raramente si pensa. È anche per questo che una delle fasce d’età più a rischio è quella degli Over 65.

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