L’oasi rischia di perdere un raro volatile

Il gracchio corallino in pericolo nelle Gole del Sagittario, studio illustrato in un convegno a Madrid
ANVERSA DEGLI ABRUZZI. La riserva delle Gole del Sagittario conserva uno degli angoli riproduttivi più importanti a livello europeo per il gracchio corallino. Il volatile, protetto da normative internazionali, è presente in alcune zone nel territorio comunale di Anversa degli Abruzzi, soprattutto nell’area della riserva dell’omonima gole gestita dal Wwf. La particolarità del centro abruzzese è stata presentata in un convegno internazionale tenutosi a Madrid.
L’iniziativa, voluta dal Consejo superior de investigaciones científicas, agenzia statale spagnola, ha però messo in evidenza come questa specie a rischio estinzione sia in decadenza.
«Dall’indagine», hanno detto Augusto De Sanctis e Marco Liberatore della Stazione ornitologica abruzzese, che ha illustrato lo studio frutto di collaborazione con diversi ornitologi e del centro ricerche ambienti montani del reparto carabinieri biodiversità di Castel di Sangro e della riserva naturale oasi Wwf Gole del Sagittario, «è emerso che in Abruzzo, dove è presente una delle maggiori concentrazioni europee di siti di riproduzione, con circa 500 coppie, il calo di nidificazioni è stato complessivamente, seppur con diversità tra singole aree della regione, tra il 50 e il 60% tra il 1993 e il 2019».
Una riduzione che potrebbe essere causata da diversi fattori, come le trasformazioni ambientali in corso, con la perdita di aree a pascolo, l’abbandono delle attività agricole nelle aree pedemontane della regione. Infatti, il gracchio corallino è una specie strettamente connessa ad aree aperte come i pascoli, dove ricerca gli invertebrati di cui in buona parte è costituita la sua dieta.
In periodo autunnale e invernale mangia però anche olive cadute per terra, per cui l’abbandono degli oliveti a quote tra 500 e 800 metri potrebbe aver contribuito al declino della specie assieme, forse, ad altri fattori come il turismo incontrollato.
Da qui l’appello di Massimo Pellegrini, presidente della Stazione ornitologica abruzzese: «Il gracchio corallino dovrebbe diventare il simbolo dei pascoli, aree fondamentali per la sua alimentazione. Per la sua rarità lo abbiamo scelto come specie che compare nel logo della nostra associazione, bisognerebbe però avere una maggiore consapevolezza a tutti i livelli, a partire da quello amministrativo e politico».
Su questo piano, durante il convegno a cura di Sefora Inzaghi e Filomena Ricci, sono stati illustrati i risultati positivi ottenuti dal recupero di un oliveto e alla mitigazione fatta insieme agli ornitologi durante i lavori per la messa in sicurezza della strada Sannite.
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