L’ombra del racket sulle auto incendiate

Per gli inquirenti a finire nel mirino dei criminali sarebbe il titolare di una rivendita di macchine
AVEZZANO. Indagini a tutto campo per far luce sull’attentato incendiario dell’altra notte in cui sono state distrutte quattro automobili che erano parcheggiate dentro un garage condominiale, al pian terreno di una palazzina popolare di via America ad Avezzano. Secondo gli inquirenti, nel mirino dei criminali potrebbe essere finito un cittadino marocchino di 26 anni, titolare di un’attività commerciale per la rivendita di auto e proprietario di due dei veicoli dati alle fiamme. In Italia con regolare permesso di soggiorno, l’uomo è stato ascoltato dagli investigatori, ma non ha saputo fornire elementi utili a indirizzare le indagini. Una Bmw e una Mercedes, entrambe in conto vendita, sono state cosparse con del liquido infiammabile e poi incendiate. Nel rogo sono rimaste coinvolte anche una Fiat Punto e una Lancia Thesis di proprietà di due condomini, che risulterebbero estranei ai fatti. Gli investigatori non sembrano tralasciare nessuna ipotesi: dalla ritorsione, all’atto intimidatorio forse per questioni di racket. Al momento si procede per danneggiamento in attesa del rapporto che gli inquirenti dovranno presentare alla Procura di Avezzano.
Si tratta del secondo attentato incendiario nel giro di pochi giorni. Il 13 febbraio scorso due motrici di camion e un furgone, tutti intestati a una società di trasporti del posto, erano stati dati alle fiamme con lo stesso modus operandi. I mezzi si trovavano all’interno di una proprietà privata di via San Callisto, nella zona del Cupello. Anche in questo caso la titolare dell’attività, un’avezzanese di 43 anni, non era riuscita a fornire elementi utili per risalire agli autori del gesto. Saranno sempre le indagini a stabilire se i due episodi siano in qualche modo collegati tra loro oppure se si tratti di casi isolati. (f.d.m.)
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