L’onorificenza a Scarpitti poeta di Castel di Sangro

CASTEL DI SANGRO. Castel di Sangro rende omaggio a Pasquale Scarpitti, giornalista e poeta, uno dei suoi più illustri cittadini. Mercoledì 5 aprile, infatti, il consiglio comunale conferirà una...
CASTEL DI SANGRO. Castel di Sangro rende omaggio a Pasquale Scarpitti, giornalista e poeta, uno dei suoi più illustri cittadini. Mercoledì 5 aprile, infatti, il consiglio comunale conferirà una onorificenza alla memoria, a cento anni dalla nascita e a 50 dalla morte. L’evento si celebrerà il 28 aprile prossimo, giorno della nascita di Scarpitti, alla presenza della moglie Ines Giuliani e dei figli Adelaide e Gaetano Scarpitti. «Vogliamo omaggiare un illustre personaggio della storia di Castel di Sangro», le parole del sindaco Angelo Caruso.
Scarpitti, nato nel 1923 a Castel di Sangro, affrontò gli studi a Napoli, Roma e Sulmona. Conseguita la maturità classica e iscrittosi alla Facoltà di ingegneria, fu costretto a interrompere a causa della Seconda guerra mondiale, nel corso della quale i tedeschi in ritirata distrussero completamente Castel di Sangro. Fu una durissima esperienza di privazioni e di stenti, di violenza e di morte che impresse nella coscienza e nella memoria di Scarpitti segni incancellabili e determinò una svolta decisiva nella sua vita. Lo si evince dagli echi che continuamente ne riaffiorano in tutta la sua produzione giornalistica e letteraria, ma soprattutto nella sua poesia. I vari componimenti confluiscono in “Terra Promessa”, la sua prima raccolta che venne pubblicata a Milano nel 1951 dall’editore Gastaldi e con la prefazione di Aldomir Gospodinoff. Abbracciò nel frattempo l’attività giornalistica. Tra il ’53 e il ’54 collaborò non solamente con giornali e riviste, quanto pure con la Rai di Pescara e “La Giustizia” in veste di critico radiofonico e televisivo. Nel 1954 gli venne conferito il “Premio Marsica”, istituito ad Avezzano solo l’anno precedente e alla cui prima edizione del ‘53 aveva partecipato con un racconto e con il poemetto “Poesia del canto d’amore”, conquistando il secondo posto dopo Mario Pomilio. Vinse nel frattempo un concorso in Rai. Nel 1960 partecipò, con una raccolta di poesia inedite, al concorso letterario “La Nostra Rai” conseguendo il terzo premio e l’anno successivo Giammario Sgattoni ne antologizzò la produzione in versi nel suo volume sulla Poesia Abruzzese del ’900. Realizzò alcuni documentari radiofonici come “L’orso amico”, sul Parco d’Abruzzo, del 1963, “La nuova frontiera degli abruzzesi” su Gabriele D’Annunzio, e “I 128 di Limmari” sull’eccidio nazista a Pietransieri, del 1967. Fu in veste di editore, oltreché di autore, che nel ’72 pubblicò il suo poemetto “Pay Toll” e a seguire “Discanto” definita dalla critica «monumentale opera d’arte, complessa e impegnativa» in cui raccolse testimonianze letterarie e grafiche sull’Abruzzo di 137 autori, tra i quali Silone, Flaiano, Colapietra, Cascella, Spoltore, Brindisi, con la realizzazione grafica di Franco Summa. Nella notte fra il 24 e il 25 aprile del 1973 morì improvvisamente a Pescara. Due giorni dopo, nella natia Castel di Sangro, fu tumulato accanto al padre e al nonno.

