L’operaio di Celano licenziato si sfoga: il Comune mi ignora

28 Dicembre 2019

CELANO. Da due anni è senza lavoro. E ora sta per perdere anche il sussidio di disoccupazione. È una storia di esasperazione e disperazione quella di Pietro D’Andrea, 55 anni, il celanese che due...

CELANO. Da due anni è senza lavoro. E ora sta per perdere anche il sussidio di disoccupazione. È una storia di esasperazione e disperazione quella di Pietro D’Andrea, 55 anni, il celanese che due anni fa è stato licenziato dal Comune, dove lavorava come operaio da 20 anni. D’Andrea ha chiesto più volte di essere reintegrato al lavoro ma il suo appello è sempre caduto nel vuoto.
«Sono stato mandato a casa dopo 20 anni, senza un reale motivo», ha raccontato l’operaio, «dopo due anni il sussidio di disoccupazione sta per finire. Ho tentato in tutti i modi di farmi ascoltare, cosa che non è mai accaduta, ed è il secondo Natale a dir poco amaro per me e la mia famiglia».
D’Andrea era arrivato al Comune da una mobilità, dopo la chiusura dell’azienda per la quale lavorava. «Ho ricoperto diverse mansioni», ha aggiunto, «alcune delle quali neanche mi spettavano, ma ho sempre fatto del mio meglio. Oggi sono a casa, senza occupazione, mentre il Comune, attraverso cooperative, ha addirittura messo al lavoro gente nuova. Inoltre, a fine anno dovrebbero finire la loro esperienza lavorativa altre persone che avevano fatto un concorso a tempo determinato. Voglio vedere come ci si comporterà con loro, se riceveranno il mio stesso trattamento. Cosa che dubito».
Pietro D’Andrea è sposato e ha due figli piccoli. «In questi anni», ha concluso, «io e la mia famiglia abbiamo vissuto un vero e proprio dramma che oggi con la fine del sussidio di disoccupazione diventa ancora più grave e pesante».
©RIPRODUZIONE RISERVATA