L’opposizione: Casini non andrà lontano

Snobbato l’invito del sindaco ad avere un atteggiamento di responsabilità. Tirabassi: il banco di prova sarà il bilancio
SULMONA. «Il sindaco e le compagini politiche che lo sostengono non saranno in grado di governare. La sua è stata una vittoria di Pirro perché la maggioranza è uscita sconfitta dalla mozione di sfiducia. Produrre risultati e atti concreti di governo in queste condizioni sarà molto difficile se non impossibile». All’indomani delle dichiarazioni con cui il sindaco Annamaria Casini invita tutti i consiglieri comunali ad avere un atteggiamento di responsabilità per arrivare a conseguire quei risultati e obiettivi importanti per l’interesse della città, dall'opposizione arriva una secca bocciatura.
Secondo la minoranza, infatti, il primo cittadino difficilmente riuscirà ad andare avanti proprio per la litigiosità dimostrata dalla coalizione che la sostiene. «La Casini, pur consapevole che i consiglieri di maggioranza stavano operando per mandarla a casa, accetta oggi il loro voto pur di salvare la poltrona», afferma Mauro Tirabassi. «Ciò a danno della città che continuerà a non essere amministrata. Una giunta in equilibrio precario che avrebbero potuto mandare a casa votando la nostra mozione consentendo così il ritorno alle urne a maggio. Se non riusciranno ad approvare il bilancio fra qualche mese condanneranno la città a un anno di commissariamento». Intanto, la presidente del consiglio comunale, Katia Di Marzio lancia l’appello ai consiglieri e agli assessori «a smorzare i toni del dibattito politico. Ciclicamente in questa città i toni tendono ad alzarsi, come se ci fosse una forma virale di tensione che colpisce la classe politica e che non deve sfociare mai in attacchi volti a ledere l’immagine personale di ognuno dei rappresentanti di consiglio e giunta». Ricordando l’impegno assunto dal primo giorno del suo mandato, Di Marzio invita tutti «a rimanere nell’alveo della dialettica politica e ad avere un comportamento consono ai propri doveri, nel rispetto dei diritti di ognuno».
«La prima a dover far rispettare il regolamento deve essere anche e soprattutto la presidente del consiglio», replica a stretto giro di posta la consigliera di Fratelli d’Italia Elisabetta Bianchi. «Non serve intervenire il giorno dopo con inutili moniti, ma bisogna avere la capacità di prevenire certi atteggiamenti. Sotto il profilo politico ci è dispiaciuto vedere spaccato il Gruppo di Italia Viva in quanto l’astensione della presidente ha impedito di chiudere la votazione sulla sfiducia con 8 voti favorevoli e la maggioranza ferma a 6. Sarebbe stato un risultato più incisivo e rispondente ai desideri della città visto che per mandare a casa il sindaco occorrevano nove voti. Un sindaco così debole», conclude, «non può dare nessuna prospettiva di stabilità e buon governo».
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