L’opposizione: danni ambientali con l’arrivo del tempio crematorio

13 Novembre 2021

Quattro consiglieri lamentano una scarsa chiarezza sull’impianto. Panei (Pd) critica Del Boccio Taddei (FI): «Risvolti inquietanti». Genovesi (Lega): «Ripercussioni sociali elevate e pochi benefici»

AVEZZANO. Sperano in una mobilitazione popolare per fermare la realizzazione del tempio crematorio previsto alle porte di Avezzano, primo impianto del genere in Abruzzo. I consiglieri dell’opposizione lamentano «tempi troppo brevi dettati dalla maggioranza per l’approvazione, oltre a «una carenza di informazioni riguardo alle specifiche tecniche dell’impianto». Ma il problema, a quanto denunciato dalla minoranza, non è solo di impatto ambientale, ma riguarda anche la sfera sociale e commerciale. Si parla infatti di una struttura che a pieno regime dovrebbe trattare centinaia di salme ogni anno, con una serie di risvolti ancora poco chiari. La presa di posizione arriva a 15 giorni dall’approvazione in consiglio comunale dell’iniziativa. Progetto che aspetta adesso i pareri tecnici degli organismi regionali preposti al controllo. Tante le perplessità messe in campo dai consiglieri di minoranza Tiziano Genovesi e Alfredo Mascigrande (Lega), Lorenza Panei (Partito democratico) e Goffredo Taddei (Forza Italia) che ieri hanno tenuto una conferenza in municipio. A cominciare dalla presenza in zona di un cinema multisala, di una residenza per anziani e, non ultimo, della riserva del Salviano.
CHIAMATA ALLA MOBILITAZIONE
Genovesi parla di «un’opera altamente impattante a livello sociale». «Non abbiamo avuto il tempo di fare luce su diversi punti dell’opera», ha spiegato l’esponente della Lega, «ora stiamo ascoltando la città per aprire una discussione. I benefici che il Comune avrà sono insignificanti rispetto ai danni: l’importo economico che andrà al Comune è troppo basso rispetto al danno sociale che sarà causato dal tempio crematorio». La Panei usa invece un parallelismo col 2016, ricordando la grande mobilitazione contro la centrale a biomasse della Powercrop, mai realizzata. «Il sindaco oggi sospeso allora disse un secco no all’impianto Powercrop», ha sottolineato la consigliera del Pd, «e in quel frangente vennero ascoltati i cittadini e tutte le parti della società. Anche in questo caso bisognava coinvolgere tutti». Panei ha poi attaccato il consigliere Antonio Del Boccio che in aula, nel suo intervento, aveva ironizzato affermando: «Se troveremo i denti d’oro delle salme ci ricacceremo qualcosa per il Comune». «Le battute», ha sbottato la Panei, «può farle a casa sua». Lo ha accusato poi di aver creato allarme quando, sempre in consiglio, ha parlato di «emissioni di altre aziende che si trovano a un tiro di sasso» e di «tante cose che non posso neanche dire». «Ricopre un ruolo per il quale non deve fare trasparire paura tra i cittadini», ha sottolineato Panei, «e per questo ho tentato di bloccare quell’intervento». Taddei ha sostenuto la necessità di «accendere i riflettori su questa vicenda che ha risvolti inquietanti», parlando di «un vero e proprio insediamento industriale all’interno della città, impattante dal punto di vista politico, sociale ed economico, che avrà un risvolto per 30 anni, durata della convenzione». Mascigrande ha sottolineato di non essere contrario alla pratica della cremazione, aggiungendo però che «è necessaria una vera consultazione comunale, serve una valutazione nel dettaglio». Ha poi espresso preoccupazione sui possibili risvolti legati all’inquinamento: «Abbiamo bisogno di rassicurazioni e tranquillità in tal senso».
IL PROGETTO
Proposto dalla società Altair, prevede un investimento privato di oltre 2 milioni e mezzo di euro su un’area di 3mila metri quadrati e 5 posti di lavoro. Nelle casse del Comune andranno, con una media di 1.200 cremazioni annue al prezzo di 515 euro l’una, circa 62mila euro all’anno. La struttura è prevista nel terreno adiacente al cimitero comunale.
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