L’opposizione pronta a sfiduciare Biondi

12 Settembre 2020

In commissione di garanzia altre stilettate dei frondisti alla giunta. Il centrosinistra: sindaco senza numeri per governare

L’AQUILA. L’opposizione affila le armi in vista della resa dei conti in Comune. A fornire lo spunto per un nuovo affondo nei confronti dell’amministrazione, ancora alle prese con la questione irrisolta dei tre assessori leghisti sospesi dal sindaco Pierluigi Biondi, è la seduta della commissione di garanzia. «Le critiche principali sono arrivate dalla maggioranza», evidenzia il presidente Giustino Masciocco (Articolo 1) che fa riferimento a uno dei provvedimenti esaminati durante la riunione. Si tratta di un piano di riqualificazione urbana per il quale Luciano Bontempo (Udc), secondo quanto riferisce il rappresentante dell’opposizione, avrebbe denunciato il rischio di un conflitto d’interesse a carico di un tecnico comunale. Le critiche di cui parla Masciocco sono anche quelle espresse da Ferdinando Colantoni, di Fratelli d’Italia, lo stesso partito del primo cittadino, a detta del quale sul piano di recupero in questione perdura un evidente contrasto tra l’amministrazione e la Soprintendenza. «Biondi non può continuare a far finta di nulla, dovrà riferire in consiglio sulla crisi», avverte il presidente della commissione, lasciando intendere che il centrosinistra lo aspetta al varco ed è pronto a sfidarlo in aula con una mozione di sfiducia. Per l’opposizione l’ultimo consiglio, nel quale Biondi è stato eletto all’Asp1, l’azienda di promozione sociale che gestisce case di riposo e altre strutture assistenziali, con appena 13 voti rispetto ai 18 di cui disporrebbe, ha palesato l’irreversibile disgregazione della maggioranza. «Non chiamiamola più amministrazione», osserva Stefano Palumbo (Pd), «perché questa compagine si occupa di tutto tranne che di amministrare la città». Per Carla Cimoroni (Coalizione sociale) «è imbarazzante e vigliacco il fatto che il sindaco non riferisca quello che sta accadendo» e si rifugi nell’antica strategia fatta di panem et circenses da dare in pasto ai cittadini per distrarli dai reali problemi dell’amministrazione. «Questa è la giunta delle contraddizioni», aggiunge Paolo Romano (Italia viva), «si è presentata parlando il linguaggio della rivoluzione, della rottura di tutti gli schemi, ma le problematiche della città sono peggiorate negli ultimi tre anni». Il consigliere attribuisce a Biondi lo scarno risultato di «aver fatto partire, durante il suo mandato, la demolizione di due scuole» senza introdurre nessuna delle disposizioni governative sulla semplificazione delle procedure per la ricostruzione post-sisma. «L’unica cosa di cui si è occupato il sindaco, con atteggiamento da podestà, è stata la Perdonanza», fa rilevare Stefano Albano (Pd), secondo cui la Lega in Comune ha un ruolo tanto marginale che il partito «è concentrato solo sulle elezioni a Poggio Picenze».
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