L’opposizione: «Spese folli e Tagliacozzo si spopola»

31 Dicembre 2019

TAGLIACOZZO. Dopo l’approvazione del bilancio in consiglio, definito dalla maggioranza «il risultato di un lavoro serio e incessante ratificato per la prima volta dopo 25 anni entro la data del 31...

TAGLIACOZZO. Dopo l’approvazione del bilancio in consiglio, definito dalla maggioranza «il risultato di un lavoro serio e incessante ratificato per la prima volta dopo 25 anni entro la data del 31 dicembre», sul contenuto del documento finanziario interviene l’opposizione di Tagliacozzo. Secondo il consigliere Vincenzo Montelisciani, mentre il sindaco Giovagnorio descrive Tagliacozzo come il «paese di Bengodi», le opposizioni e i due consiglieri di maggioranza Lorenzo Colizza e Manuela Marletta «disertano il consiglio in segno di protesta».
«Visto il reiterato atteggiamento di chiusura», aggiunge Montelisciani, «abbiamo deciso di non partecipare ai lavori per dimostrare che la giunta non solo non riesce a interpretare le esigenze dei tagliacozzani, ma è anche isolata e sul viale del tramonto. Dietro a lucette e post sui social si nasconde la realtà di un paese in declino. Da quando Giovagnorio è sindaco, Tagliacozzo perde più abitanti che in passato: 123 negli ultimi due anni, 64 nell’ultimo; diminuisce il tasso di natalità, chiudono più attività commerciali e anche il saldo migratorio è negativo. Con questa giunta la gente se ne va da Tagliacozzo. A questo ritmo, tra qualche anno, avremo gli stessi abitanti di Capistrello». Contestate anche «spese folli per iniziative che non hanno ritorno economico». «Aumentano le spese per il Festival di Mezza estate», continua, «così come la cifra per le luci di Natale che in 5 anni arriva a oltre 100mila euro. E infine viene riconfermata la figura del segretario particolare del sindaco che verrà assunta senza bando per altri 5 mesi, così come la spesa per addobbi, fiori, mostre e mostrine. A fronte di ciò il Comune risparmia 34mila euro sul sociale, tagliando del 40% lo sportello per il monitoraggio e stanziando solo 2mila euro per la manutenzione del fiume Imele, uno dei più inquinati d’Abruzzo». Infine il caso scuole: «Il polo scolastico è un’opera di grande irragionevolezza che ci costringe a spendere 8,7 milioni, di cui abbiamo soltanto 2,5 ottenuti dalla passata amministrazione. Il sindaco aveva rassicurato che il primo finanziamento per la messa in sicurezza delle scuole abruzzesi sarebbe stato assegnato a Tagliacozzo, ma proprio ieri la Regione ha pubblicato l’elenco delle opere finanziate e il polo scolastico non è presente. A questo s’aggiunge una dissennata politica di indebitamento per la collettività con mutui come quello di 1 milione e 200mila euro destinato al campo di Sant’Onofrio, oltre a quello di circa 800 mila euro dell’anno scorso». (p.g.)
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