«L’ordinanza della frutta è fatta contro gli stranieri»

22 Marzo 2018

L’AQUILA. «Pensate a rendere le strade più sicure dal rischio di morte negli incidenti piuttosto che alle cassette della frutta». L’accusa all’amministrazione comunale di centrodestra, il giorno dopo...

L’AQUILA. «Pensate a rendere le strade più sicure dal rischio di morte negli incidenti piuttosto che alle cassette della frutta». L’accusa all’amministrazione comunale di centrodestra, il giorno dopo il varo dell’ordinanza che prevede sanzioni a chi espone la merce fuori dai negozi, arriva dall’esponente di Sinistra italiana, ed ex consigliere comunale aggiunto, Gamal Bouchaib.
«È surreale», sostiene Gamal, «ormai ciò che accade nella nostra città. Prima si fa la guerra ai migranti che non lavorano e sono tacciati di bivaccare in giro senza meta, ora invece che lavorano e producono per la comunità (affitti , tasse comunali, nettezza urbana...) si cerca di farli chiudere con un’ordinanza del tutto arbitraria e di parte».
Secono l’ex consigliere «le regole devono valere per tutti. La legge viene per strutturare un fenomeno e ordinarlo per il bene della comunità nel suo insieme non certo per rispondere a richieste commerciali di qualcuno o della grande distribuzione colpendo il più debole. L’ordinanza che vieta “l’esposizione di frutta, erbaggi, legumi, generi alimentari e simili al di fuori dei locali di vendita, sia sul suolo pubblico che privato o di uso pubblico o aperto al pubblico passaggio” è del tutto mirata e senza il buonsenso di un padre di famiglia che deve cercare di trovare i giusti equilibri ai fenomeni nuovi. Ad avezzano esistono 14 negozi che vendono frutta e verdure da 14 anni e non mi sembra che ci sia questo pericolo di sicurezza come menzionato dall’ordinanza del nostro Comune. Sarebbe opportuno cercare soluzioni vere di sicurezza al dramma delle morti nelle nostre strade, sia a Est con la statale 17 sia a Ovest con la strada di Preturo».
Gamal, che fa appello al consigliere aggiunto Dakaj «eletto per difendere le istanze degli stranieri», si chiede, infine, «perché il pericolo per la salute con la merce esposta al sole e allo smog non vale anche per gli ambulanti?».