L’origine dei Marsi nella scoperta dell’antica Marro

Portate alla luce diverse mura nascoste dalla vegetazione che potrebbero essere la “capitale” di Virgilio nell’Eneide
AVEZZANO. Marruvio (o Marro), di cui Virgilio parla nell'Eneide, come della capitale dei Marsi, non è una città leggendaria partorita dalla fantasia del grande poeta latino, ma è realmente esistita. Fu una città italica. Da non confondere con Marruvium, municipio romano su cui oggi sorge San Benedetto dei Marsi.
LA SCOPERTA. A fare la straordinaria scoperta e a raccontarla in un libro, tradotto anche in inglese, dal titolo “Marro. L'origine dei Marsi”, è stato Franco Zazzara, medico e storico pescinese, con la passione per l'archeologia. Il volume, in appendice, riporta un'interessante ricerca sulla decadenza e la fine di Marro fatta da un altro studioso marsicano: Orante D’Agostino. A identificare il sito di Marro era stato nel 1678 Muzio Febonio nella sua Historia Marsorum, che nella pianta topografica allegata al primo volume, poneva Marruvio su un'altura a Est del lago Fucino, tra Ortucchio e Lecce nei Marsi.
TERRE SELVAGGE. Un sito rimasto però fino ad oggi inesplorato, a causa soprattutto della fitta vegetazione. Ma osservando la mappa satellitare della località, chiamata Colle Bosso, si notano chiaramente le mura perimetrali dell'antica città. Alla fine dello scorso anno Franco Zazzara, insieme al figlio Christian e a un amico, Orante Ventura, anche lui appassionato di archeologia, dopo essersi lasciato alle spalle i ruderi di Lecce Vecchio, distrutto dal terremoto del 1915, si inoltra nella boscaglia.
QUANDO IL CASO... A un certo punto, i tre vi scorgono mura di varia larghezza e altezza e anche una necropoli. Il sito si trova a 850 metri di altitudine. Misurano la cinta muraria, in parte diruta, che si estende in forma ellittica irregolare per una lunghezza di 500 metri e una larghezza di 250.
La parte meglio conservata, di circa 100 metri, si leva fino all’altezza di 3 metri. All'interno della cinta, nella parte più alta si notano mura a secco di case e una necropoli.
L’ORIGINE DEI “MARSI”. Alcune tombe sono state prese di mira dai tombaroli. Verso Nord vi è una zona più ripida con terrazzamenti. L'epoca della costruzione di Marro, divenuto per contrazione Marso – da qui l'origine dei Marsi – può farsi risalire intorno al 1500 a.C. Sorgendo su una collina, aveva una posizione strategica. In caso di esondazioni del sottostante lago Fucino, Marro diveniva luogo di rifugio per gli abitanti dei villaggi intorno allago e di riparo per la pastorizia.
LA FINE DI MARRO. A segnare la fine di Marro, tra il III e il I secolo a.C., furono le Guerre sannitiche, che videro i Marsi alleati dei Sanniti e con essi sconfitti da Roma , e la Guerra sociale – anch'essa combattuta contro Roma – detta anche Marsa, dal nome del comandante della Lega italica, il marso Quinto Popponio Silone, di Pescina, che fu sconfitto e ucciso. La conseguenza di questa sconfitta fu la distruzione di Marro e il trasferimento della popolazione nel luogo che chiamarono Marruvium, che nell'età repubblicana diventerà Municipium. Il prestigio di Marruvium crebbe dopo il parziale prosciugamento del lago Fucino ad opera dell'imperatore Claudio, avvenuto nel 52 d.C. La scoperta fatta dal dottor Zazzara, non lascerà di sicuro indifferente la Soprintendenza archeologia, beni culturali e paesaggio dell'Abruzzo. Al sito si può accedere o da Pozzo di Forfora (Ortucchio) oppure da Lecce nei Marsi.
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