L’Ospedale G8 abbandonato

Fu portato dalla Maddalena nel 2009. E dovrebbe essere smantellato. Ma costa troppo
L’AQUILA. Abbandonato a se stesso, dopo essere stato il fiore all’occhiello dell’emergenza post-terremoto all’Aquila. È il complesso sanitario del G8, portato dalla protezione civile nel giugno del 2009 dalla Maddalena, in Sardegna, dove era stato costruito per la riunione dei grandi della Terra.
Allora la Protezione civile diretta da Guido Bertolaso riuscì a smontare il complesso - di 1.800 metri quadrati - dalla Maddalena e rimontarlo all’Aquila, attaccato all’ospedale San Salvatore, reso inagibile dal terremoto di due mesi prima.
Il problema ora è che questa struttura, sempre di 2.500 metri quadrati, costruita su una base di cemento armato e completamente antisismica, è totalmente abbandonata. Uno spreco di denaro pubblico per un complesso che solo quasi un anno fa è stato parzialmente riaperto per ospitare alcuni sfollati dopo il terremoto di Amatrice, grazie a una manutenzione minima che sta curando la Asl. Ma si tratta di una struttura che si sta deteriorando, in molti punti è comparsa la ruggine dalla parte esterna e c’è una decina di condizionatori che sono praticamente inutilizzabili. Per non parlare di che fine hanno fatto gli apparecchi televisivi che avevano anche il collegamento Sky per ogni posto letto.
Ai primi di maggio del 2009, la Protezione civile riuscì a smontare in meno di una settimana la struttura e portarla all’Aquila. Le ipotesi, quindi, sono due: o il complesso serve all’Aquila, e allora va fatta una manutenzione totale e accurata, nonché una igienizzazione periodica (l’Asl assicura di averlo fatto); oppure non serve all’Aquila, ma può essere utile altrove, come le zone terremotate dell’Umbria e Marche, e quindi il complesso va smantellato, così come si fece, nel giugno 2009 - a seguito di un emendamento dell’allora senatore Pd, e poi sindaco di Roma, Ignazio Marino - alla Maddalena, per portare il complesso all’Aquila per sopperire al San Salvatore, dove i feriti e i malati erano ricoverati sotto le tende. Quell’area inoltre servirebbe alla Asl per recuperare parcheggi a servizio di ospedale e ambulatori. «Il G8 dell’ospedale sarà smantellato, ma la complessità delle operazioni di smontaggio e soprattutto i costi non rendono l’operazione semplice», afferma il direttore generale della Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila, Rinaldo Tordera, «nel frattempo, però, è stato utilizzato al meglio per le emergenze del sisma di Amatrice e Montereale e se ne farà uso ancora per eventuali necessità future. Incontri con la Protezione civile sono in corso ormai da molti mesi, proprio nell’ottica di valutare e definire al meglio tutte le fasi di smantellamento dell’edificio, stabilendo anche la tempistica di un’operazione lunga e articolata. In attesa della predisposizione di un piano di dismissione, da concordare e mettere a punto con la stessa Protezione civile», aggiunge Tordera, «abbiamo curato la manutenzione del G8 per renderlo fruibile in caso di bisogno. Non a caso è stato utilizzato in occasione del sisma di Amatrice e, successivamente, di quello del 18 gennaio scorso di Montereale. In entrambe le circostanze l’edificio si è rivelato molto prezioso in termini di base logistica di emergenza e per le evacuazione di altri spazi o reparti. Oltretutto, nei mesi scorsi, la struttura è stata completamente revisionata (con l’istallazione di nuovi climatizzatori) ed è stata oggetto di interventi conservativi. Queste operazioni di manutenzione e revisione dell’edificio si giustificano, tra l’altro, con il suo inserimento nel Piano delle emergenze e delle evacuazioni, poiché è stato stabilito», conclude Tordera, «che il G8 fungerà, nell’eventualità di una situazione di necessità, da punto di raccolta per degenti non autosufficienti poiché è dotato anche di impianti di gas medicali». Nel frattempo, però, chi paga i costi di manutenzione?
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