L’Udu: la Tasi una gabella in più per gli studenti

20 Settembre 2014

L’AQUILA. «A mettere in difficoltà il futuro più prossimo dell’Università non c’è solamente la governance di Ateneo che, negli ultimi mesi, ha prima inserito il numero programmato, in alcuni corsi...

L’AQUILA. «A mettere in difficoltà il futuro più prossimo dell’Università non c’è solamente la governance di Ateneo che, negli ultimi mesi, ha prima inserito il numero programmato, in alcuni corsi nevralgici per l’offerta formativa, e poi deliberato una proposta di tasse del tutto iniqua e, come denunciato in questi ultimi giorni, del tutto illegittima in alcune sue parti. Da alcuni giorni c’è anche il Comune dell’Aquila a regalare l’ennesima beffa per gli studenti universitari e per i cittadini aquilani». A parlare è l’Udu (Unione degli universitari), che ricorda la delibera approvata dal consiglio, con la quale sono state disposte le aliquote per l’imposta della Tasi (Tassa sui servizi indivisibili) e la percentuale a carico degli inquilini. Per quanto riguarda l’aliquota per l’Aquila è stato deliberato come percentuale per il pagamento da parte degli inquilini la quota del 30% della Tasi relativa all’immobile. Potendo il Comune scegliere fino a un massimo del 30%, il consiglio comunale ha optato esattamente per la percentuale massima possibile a carico degli inquilini, giustificando la cosa come un atto di sensibilità verso i proprietari di casa che così saranno interessati e incentivati a stipulare regolari contratti di affitto. Questa scelta però non tiene conto che sull’altro piatto della bilancia ci sono gli affittuari, tra i quali ovviamente gli studenti, che si vedranno gravare anche questa tassa sulle spalle, come se non bastassero i costi di affitto già alti a causa di un mercato fuori controllo.

A farne i conti però non saranno solo gli universitari, ma tutti gli inquilini. In una città come L’Aquila, dove ancora migliaia di famiglie forzatamente alloggiano nei piani Case, nei Map, nelle case del Fondo Immobiliare e in affitto concordato, fissare l’aliquota sugli inquilini al massimo possibile significa colpire la parte più debole della città. Una scelta», conclude l’Udu, «certamente lontana dalla cultura di sinistra».

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