L’Udu: stop numero chiuso, test da bloccare

Appello all’ateneo dopo il ricorso dello stesso sindacato studentesco: «Ora cambi la sua linea»
L’AQUILA. «Sospendere tutti i test di ingresso previsti per i corsi ad accesso programmato locale».
È la richiesta avanzata dall’Udu (Unione degli universitari) dell’Aquila alla luce del pronunciamento del Tar del Lazio sul numero chiuso locale ai corsi di studio umanistici dell’Università Statale di Milano, a seguito del ricorso dello stesso sindacato studentesco.
«Il rapporto numerico docenti/studenti, non è vincolante per l’inserimento di barriere all’accesso. Pertanto, i test d’ammissione ai corsi debbono essere sospesi, secondo il Tar», spiegano gli studenti.
«Dentro l’Ateneo aquilano», aggiungono, «l’Udu ha sempre avuto una linea di contrarietà circa le limitazioni all’accesso allo studio, ottenendo per ben due volte ragione anche in sede di giustizia amministrativa. Nonostante ciò la governance d’Ateneo ha mantenuto la sua linea, confermando negli anni successivi i numeri chiusi locali a Psicologia (sia triennale che magistrale), Biotecnologie, Biologia e Scienze Motorie basandosi sugli stessi criteri di sostenibilità adottati a Milano e spacciando gli stessi in più e più occasioni come assolutamente vincolanti».
L’Udu sostiene che, dopo la sentenza milanese, «appare chiaro che questi criteri non sono vincolanti e che questo sistema di accesso non è legale. Pertanto vanno sospesi tutti i test d’ingresso». (m.c.)
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