L’Ugl: «Nuove produzioni alla Marelli»
Trattative per la cessione dello stabilimento alla statunitense Kkr, ma il sindacato rassicura
SULMONA. La possibile cessione della Magneti Marelli non preoccupa l’Ugl che stamattina ha chiesto un incontro all’azienda sulmonese per avere conferme circa le nuove produzioni che presto potrebbero arrivare. I delegati sindacali dell’Ugl si sono ritrovati fuori i cancelli della fabbrica per rassicurare i lavoratori dopo le voci sullo scorporo da Fca e la cessione a Kkr (il fondo americano in trattative con il Lingotto). «L’azienda ci ha già ricevuti», ha detto Antonio Spera della segreteria nazionale Ug, «noi siamo ottimisti, perché sappiamo che arriveranno nuove produzioni per lo stabilimento sulmonese che si conferma strategico nel gruppo. Certo, questo non vuol dire che non stiamo seguendo da vicino la questione dello scorporo e per noi l’ideale sarebbe un totale spin off».
Dunque, non ci sarebbero rischi per il sito sulmonese che, anzi, si appresterebbe a ricevere nuove commesse legate ai sistemi di guida.
«Siamo stati sollecitati dai lavoratori», ha aggiunto Domenico Amiconi, segretario regionale dell’Unione generale del lavoro, «per questo ieri mattina abbiamo chiesto un incontro urgente all’azienda che ci ha convocati dopo poche ore. Il nostro impegno continua ad essere forte».
Ma intanto, le trattative per la cessione dello stabilimento Magneti Marelli sarebbero alle ultime battute. Secondo indiscrezioni, Kkr avrebbe terminato questa settimana le sue valutazioni sul gruppo di componentistica che fa capo al Lingotto. Un lungo esame che ha portato la società americana a presentare una nuova proposta che taglia in modo sensibile l’iniziale richiesta di Fiat Chrysler Automobiles di 6 miliardi di euro.
Nel frattempo, la Fiom- Cgil ha organizzato una serie di assemblee in fabbrica, in programma lunedì nei tre diversi turni, per discutere coi lavoratori, alla luce delle trattative in corso, proprio del futuro dell’azienda, che sembra preoccupare non poco il sindacato. La Fiom-Cgil nei giorni scorsi ha chiesto anche un confronto con il governo, minacciando anche il ricorso a forti azioni di protesta. (f.p.)
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