L’ultima inquilina lascia Sassa Via libera per i vigili del fuoco

Il complesso accoglieva 183 famiglie, ospiterà la Scuola di formazione nazionale dei pompieri L’assessore: «Gli inquilini hanno capito che la delocalizzazione era un sacrificio necessario»
L’AQUILA. È andata via ieri mattina l’ultima inquilina rimasta nel progetto Case di Sassa Nucleo industriale, dove sorgerà la Scuola di formazione nazionale dei vigili del fuoco, che ospiterà da 700 a circa 1.000 persone a regime, nelle 18 palazzine del quartiere nato per le esigenze abitative del post terremoto.
NESSUNO SFRATTO
«La signora, dopo tanta resistenza, è andata via di sua iniziativa», spiega l’assessore al patrimonio Vito Colonna. «Eravamo pronti a procedere allo sgombero, ma stava già togliendo le sue cose». All’inquilina è stata assegnata una nuova sistemazione della stessa metratura nel Progetto Case di Coppito 3. Oggi ci sarà la consegna formale delle chiavi, insieme a quelle destinate agli ultimi assegnatari che stanno terminando il trasloco. Intanto, le piastre sono tutte libere, sono state staccate le utenze e disattivati gli ascensori.
«Nel complesso possiamo dire che non ci sono stati grandi problemi», afferma Colonna. «Gli inquilini hanno capito che la delocalizzazione era un sacrificio necessario: la scuola creerà un indotto eccezionale per la città». Le lettere (indirizzate a 183 famiglie) per comunicare ai condomini il cambio di alloggio erano state consegnate già da agosto scorso, però, in molti avevano intrapreso una lunga battaglia per non andare via da Sassa Nsi. All’inizio di gennaio erano rimasti 57 inquilini da trasferire, la maggior parte dei quali è andata via all’inizio di febbraio. Le famiglie hanno trovato nuovi alloggi nei nuclei abitativi di Sant’Antonio, Cese di Preturo, Coppito 3, Pagliare di Sassa, qualcuno anche tra Bazzano, Sant’Elia e Gignano. Pochi sono tornati, volontariamente, nelle case Ater.
CESSIONE AREA
Il 31 marzo è prevista la cessione dell’area al demanio. «Qui finisce il nostro compito», dice l’assessore Colonna, «poi sarà il Provveditorato alle opere pubbliche insieme ai vigili del fuoco a preparare il progetto per la realizzazione della Scuola e ad occuparsi dei lavori». Il protocollo d’intesa, infatti, approvato dal consiglio comunale, prevede il «trasferimento, a titolo gratuito, dell’immobile all’Agenzia del demanio, per tutti i successivi adempimenti».
VOCI CONTRARIE
Intanto vanno avanti i ricorsi presentati da alcuni assegnatari che hanno inoltrato un esposto-denuncia alla Procura, al prefetto, ai dirigenti dei settori competenti della Regione e della Provincia oltre che, per conoscenza, ai ministeri delle Infrastrutture, dell’Interno e dell’Ambiente chiedendo «un’interdizione o, quanto meno, un’interlocuzione da parte degli enti competenti a procedure e vincoli» e invitando gli organi competenti alla pubblica sicurezza «a reprimere atteggiamenti arbitrariamente punitivi e vessatori (reiterati)».
Nella denuncia viene ribadito che il Comune vuole localizzare il centro di formazione nel complesso Case che «è stato realizzato nell’emergenza in una zona attraversata da un torrente».
LA SCUOLA
Il progetto è stato approvato dal Parlamento con la Legge di bilancio varata a dicembre, è stato stabilito un finanziamento di quindici milioni nel triennio 2021-2023 e di un milione a decorrere dal 2024. L’intervento prevede non solo l’adeguamento delle palazzine agibili ma anche l’abbattimento di quelle inagibili, sgomberate in seguito ad un’indagine della magistratura che aveva fatto emergere deficit strutturali in molti edifici del progetto Case.
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