L’ultimo abbraccio alla donna simbolo della Perdonanza

7 Aprile 2021

La città omaggia Giovanna Di Matteo, curatrice del corteo  Cerimonia alle 11 nella basilica celestiniana di Collemaggio 

L’AQUILA. Oggi alle 11, nella basilica di Santa Maria di Collemaggio, all’indomani della giornata di lutto cittadino che da 12 anni caratterizza il 6 aprile, L’Aquila darà l’ultimo saluto alla donna della Perdonanza: Giovanna Di Matteo, studiosa, ricercatrice e esperta sarta che ha ridisegnato il corteo storico e che ha lavorato incessantemente per il riconoscimento della manifestazione come Patrimonio immateriale dell’umanità dell’Unesco.
Scomparsa a 70 anni lunedì mattina, all’ex Onpi, la coordinatrice del corteo storico e decana dell’associazione Festa della Perdonanza celestiniana ha lasciato un vuoto incolmabile in città. Da circa un anno combatteva contro una malattia che non le ha dato scampo, nonostante non avesse mai abbandonato il suo sorriso e la sua voglia di costruire. Proprio nella basilica simbolo della Perdonanza celestiniana, dove Giovanna si sentiva a casa, si terranno i funerali. Moltissimi i messaggi di cordoglio arrivati in questi giorni. La storica dell’arte è stata ricordata anche dal sindaco Pierluigi Biondi, nella sera di lunedì, in occasione della cerimonia di commemorazione delle vittime del terremoto 2009. Dopo la celebrazione liturgica nella chiesa di Santa Maria del Suffragio e la lettura dei nomi delle vittime del sisma da parte del cardinale Giuseppe Petrocchi, il primo cittadino ha pronunciato un sentito discorso, durante quale ha ricordato la donna che ha dato un nuovo volto al corteo storico della Perdonanza, scomparsa alla vigilia delle commemorazioni, citandola insieme ai due operai morti nel crollo di un edificio in ricostruzione post-sisma a San Pio delle Camere. «Giovanna Di Matteo purtroppo non ce l’ha fatta, perdiamo una figura di altissimo spessore culturale. Una personalità dalla valenza poliedrica, per anni e anni storica dell’arte della Soprintendenza», ha evidenziato Biondi, «per noi era la donna che ha rivoluzionato l’aspetto estetico e storico del corteo della bolla del Perdono, di cui era diventata la vera anima contribuendo in maniera importante al riconoscimento della nostra Perdonanza quale patrimonio immateriale culturale dell’umanità Unesco. La ringraziamo per tutto quello che ha fatto, ci mancherà molto».
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