L’Università va a caccia dei nuovi biotecnologi

L’AQUILA. L’Università dell’Aquila promuove l’iniziativa di Anbi, Assobiotec e Conferenza nazionale permanente dei corsi di studio in Biotecnologie, insieme per la prima volta per l’iniziativa...
L’AQUILA. L’Università dell’Aquila promuove l’iniziativa di Anbi, Assobiotec e Conferenza nazionale permanente dei corsi di studio in Biotecnologie, insieme per la prima volta per l’iniziativa “Biotecnologie? Perché sì”: evento nazionale di orientamento alla formazione universitaria nel campo delle biotecnologie, rivolta a tutti i ragazzi che stanno per scegliere il loro futuro.
Per la prima volta sarà un evento on line a livello nazionale a presentare alle future matricole i percorsi di Laurea e il mondo del lavoro nel settore Biotech. Un settore ricco di potenzialità e che sta svolgendo un ruolo di primo piano anche durante l’emergenza Covid-19: sviluppando kit diagnostici, studiando il virus e ricercando nuovi farmaci. L’evento si terrà il 29 maggio dalle 15 alle 17, in modalità telematica tramite la piattaforma Cisco Webex.
Pensato come un grande evento di orientamento ai percorsi universitari in biotecnologie, è rivolto agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado ed esteso all’intero territorio nazionale. L’evento nasce dalla collaborazione tra l’Associazione nazionale biotecnologi italiani – Anbi, Assobiotec (l’associazione nazionale per lo sviluppo delle biotecnologie che fa parte di Federchimica) e la conferenza nazionale permanente dei corsi di studio in Biotecnologie.
«L’Università dell’Aquila», sostiene Laura Cipolla, membro della giunta della conferenza permanente, «contribuisce attivamente alla formazione dei biotecnologi, offrendo un corso di studio di I livello in biotecnologie e due corsi di studio di II livello, in Biotecnologie molecolari e Cellulari e Biotecnologie mediche. L’Università con i suoi corsi di studio in Biotecnologie, Biotecnologie molecolari e cellulari e Biotecnologie mediche aderisce all’iniziativa, che si svolgerà in videoconferenza e offrirà una panoramica sull’offerta formativa nell’ambito delle biotecnologie, sugli sbocchi professionali sul mondo dell’impresa biotech in Italia»
«L’Italia ha un settore biotecnologico tra i primi in Europa», sottolinea Davide Ederle, presidente Anbi, «e ha università che laureano professionisti di eccellenza che, anche in situazioni come quella attuale, sono in grado di aiutarci ad affrontare con intelligenza e competenza l’emergenza e a lavorare a soluzioni innovative che ci permettano di gestirla e risolverla. Questo non solo in ambito sanitario, ma anche industriale e agro-ambientale. Con questa iniziativa vogliamo raccontare ai ragazzi questa potenzialità e far venire loro la voglia di diventare protagonisti di questa rivoluzione che sta cambiando, nel mondo, il modo di fare le cose in tutti i settori».
La situazione di emergenza dovuta alla pandemia da coronavirus, secondo gli esperti, «evidenzia ancora di più il ruolo centrale che avranno le biotecnologie nel nostro futuro».
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