L’urlo disperato del papà di Sofia: «Così quella porta è venuta giù»

22 Ottobre 2021

I familiari della bambina morta continuano a protestare perché il cancello del campetto era aperto I carabinieri stanno raccogliendo diverse testimonianze per accertare eventuali responsabilità

ROCCA DI BOTTE. «Ho alzato la porta e la porta è venuta giù». È un urlo di dolore e disperazione quello di Federico Piccioli, il padre della piccola Sofia, morta sotto il peso di una porta di calcio nel campo in disuso di Rocca di Botte. Lo dice con la rabbia di un padre che ha perso una figlia di appena 5 anni, compiuti pochi giorni prima.
Lo afferma gridando, dopo essere uscito di corsa da casa e aver raggiunto, insieme alla mamma della bambina, Giorgia Lorusso, una troupe della Rai che stava trasmettendo in diretta davanti al campetto.
Un gesto impulsivo che lo ha portato a esternare in pochi secondi tutto quello che aveva dentro.
«Ho alzato la porta», ha affermato cercando di spiegare l’accaduto, prima di essere allontanato dal fratello e da altri parenti, «e la porta è venuta giù. Ma prima cosa, perché quel c… di cancello era aperto? Prima cosa», ha continuato a gridare, «perché era aperto?».
Delle affermazioni su cui indagano i carabinieri che stanno raccogliendo tutti gli elementi utili a fare chiarezza sulla tragedia.
Delle affermazioni che, inoltre, confermerebbero il racconto di alcuni residenti secondo cui la porta del peso di cento chili era da diverso tempo a terra. Non era fissata, ma mobile.
Una ipotesi più volte avanzata anche dagli investigatori e dal Comune ma che è comunque da verificare. Inizialmente, secondo quanto spiegato dall’amministrazione, le due vecchie porte erano legate entrambe sulla rete.
Poi col passare del tempo, una è stata slegata e messa a terra.
Sul caso è intervenuto anche il sindaco di Rocca di Botte, Fernando Antonio Marzolini, che ha voluto rispondere alle affermazione della nonna di Sofia, Gioia, sostenendo che per quell’area «non sono arrivati reclami né scritti, tantomeno verbali. Il fatto che due porte fossero state accantonate in un’area del comune chiusa», ha dichiarato, «non rappresentavano un pericolo, assolutamente. Il padre della povera bambina», ha dichiarato il sindaco Marzolini, «ha varcato un cancello, un cancello si apre e si chiude, ma si tratta di un’area innocua che non crea pericolo a nessuno».
I carabinieri hanno sequestrato l’intera area al fine di eseguire ulteriori verifiche tecniche. «Confido molto nella magistratura e spero che mi arrivi presto un avviso per andare a fare chiarezza su quanto accaduto», ha aggiunto il sindaco Marzolini.
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