L’urlo in aula contro l’ex marito La vittima: «Voleva uccidermi» 

Iniziano le udienze per il tentato femminicidio a coltellate del luglio 2021: fu il figlio a salvare la madre In tribunale anche lo stupro di un 44enne ai danni di una 16enne ubriaca, l’episodio nell’estate 2020

SULMONA. Alla vigilia della giornata contro la violenza sulle donne, ieri mattina sono andate in scena in tribunale due delle vicende più gravi accadute negli ultimi anni in Valle Peligna: il tentato femminicidio che si è verificato a Sulmona nello scorso anno, e la violenza sessuale messa in atto da un 44enne nei confronti di una ragazza di 16 anni.
Nell’aula 1 del tribunale di Sulmona è entrato nel vivo il processo contro A.H., albanese di 52 anni che il 29 luglio dello scorso anno aggredì la moglie dalla quale si stava separando, colpendola più volte con un pugnale da caccia. Sette le persone chiamate a testimoniare tra cui la donna vittima dell’aggressione da parte del marito, e il figlio che l’ha salvata frapponendosi tra la madre e il padre. «Voleva uccidermi», ha ripetuto la donna davanti al collegio in un’udienza a tratti drammatica. Una ricostruzione dei fatti non facile ma estremamente lucida, in cui la donna ha ripercorso il turbolento rapporto con il marito e l’aggressione subita dalla quale si è salvata miracolosamente.
Il 52 enne all’epoca dei fatti viveva in un’altra abitazione, in quanto era in fase di separazione dalla moglie. Quel pomeriggio aveva atteso la donna sotto casa, aggredendola e colpendola con un pugnale. Ad evitare il peggio il figlio maggiorenne, che è riuscito ad immobilizzare e disarmare il padre, rimanendo a sua volta ferito a una mano. Il tempestivo intervento della volante mise poi, la parola fine all’aggressione: l’uomo fu arrestato e portato in carcere dove è ancora detenuto. Una vicenda che scosse l’intero quartiere tra urla, sangue e preoccupazione per la sorte della donna, ricoverata in prognosi riservata e sottoposta a intervento chirurgico in via d’urgenza. Ora la vittima si è costituita parte civile, trovando il coraggio di puntare il dito contro il marito.
L’altra vicenda giudiziaria andata in scena è quella relativa alla violenza subita da una 16enne di Sulmona da parte di un 44enne del posto. Secondo le accuse contenute nel capo d’imputazione, l'uomo avrebbe approfittato dello stato di ubriachezza della minore per passare la notte con lei. Ieri l’imputato, un sulmonese difeso dall’avvocato Stefano Michelangelo, è comparso davanti al gup con l’udienza che è stata rinviata al prossimo mese di marzo per difetto di notifica. Ma le accuse restano tutte.
I fatti contestati risalgono all’estate del 2020, quando l’imputato avrebbe trascorso la notte con la 16enne, a casa della sorella di lui che li avrebbe ospitati. In quella occasione tra i due si sarebbe consumato un rapporto sessuale. La mattina dopo si sarebbero salutati, prendendo ognuno la sua strada. Ma la ragazza, profondamente turbata da quell’episodio, e ancora sotto l’effetto dell’alcol, ha raccontato tutto ai genitori. Subito dopo padre, madre e figlia si sono recati prima in pronto soccorso per certificare la violenza, e in seguito in commissariato per denunciare il fatto.
È stato quindi accertato, in base alle analisi, che la giovanissima quando ha avuto il rapporto con l’uomo era sotto effetto dell’alcol. Inoltre sono stati svolti accertamenti specifici anche sugli indumenti indossati. Per quanto riguarda l’imputato, ha sempre respinto ogni addebito, sostenendo di non avere usato mai violenza e soprattutto che la ragazza fosse consenziente. Sarà il giudice nella prossima udienza di marzo a stabilire se la storia dovrà essere chiarita con un regolare processo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA