La Asl istituisce un comitato contro le discriminazioni

19 Ottobre 2016

AVEZZANO. Nasce nella Asl il Comitato unico di garanzia che lavorerà per combattere le discriminazioni dovute non soltanto al genere, ma anche all’età, alla disabilità, all’origine etnica, alla...

AVEZZANO. Nasce nella Asl il Comitato unico di garanzia che lavorerà per combattere le discriminazioni dovute non soltanto al genere, ma anche all’età, alla disabilità, all’origine etnica, alla lingua, alla razza e, per la prima volta, all’orientamento sessuale. Dovrà tutelare anche il trattamento economico, le progressioni di carriera, la sicurezza e tutte le funzioni che la legge e i contratti collettivi attribuivano ai vecchi Comitati per le pari opportunità e ai Comitati paritetici sul fenomeno del mobbing.

Rappresenterà un interlocutore unico al quale i lavoratori potranno rivolgersi nel caso subiscano una discriminazione e vogliano porvi rimedio. Ad annunciare la nascita del comitato è Angela Ciccone della Fp-Cgil.

«Sarà guidato dal presidente Rossella De Santis e costituito paritariamente da nomine della Asl e di parte sindacale. Per i contatti con i dipendenti, è stata attivata la casella di posta elettronica con indirizzo comitatounicogaranzia@asl1abruzzo.it. Tutta la documentazione viene regolarmente pubblicata sul sito della Asl nell’area giuridico amministrativa.

«Il primo passo proposto dal Comitato è un’indagine sul benessere organizzativo di tutti i dipendenti con lo scopo di sondare tutti gli ambienti lavorativi della Asl attraverso un questionario, al fine di identificare possibili azioni di miglioramento della vita lavorativa dei dipendenti». Il questionario sarà proposto in forma assolutamente anonima attraverso la compilazione di un modulo elettronico studiato dal docente dell’Università degli studi dell’Aquila, Antonello Inglese. Il Comitato solleciterà inoltre la Asl per la disposizione di un regolamento di mobilità interna del dipendente che garantisca l’assegnazione al nuovo servizio o al nuovo reparto in modo trasparente, garantendo priorità al dipendente che abbia subìto o che rischi di subire fenomeni di mobbing o di essere colpito dalla sindrome da burnout. (p.g.)

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