La baby gang seminava terrore: 15 auto spaccate e furti nei negozi

3 Marzo 2023

Fermati quattro minorenni ospiti di case famiglia, uno è ancora ricercato dalle forze dell’ordine Si facevano consegnare denaro e telefonini. Assalti ai distributori automatici, anche in un sexy shop

L’AQUILA. Le estorsioni di denaro, i furti di cellulari e le aggressioni sono avvenute all’interno delle mura della comunità per minori: così un piccolo gruppo di bulli egiziani e tunisini per mesi ha terrorizzato gli ospiti più deboli e fragili. Tre gli episodi, per lo più danneggiamenti di auto e furti ai distributori di due attività commerciali, di cui si sono resi autori all’esterno della comunità e per i quali ora rischiano il Daspo urbano. Spetta al questore dell’Aquila emettere la misura.
Emergono i dettagli dell’operazione congiunta di carabinieri e polizia che ha portato all’esecuzione di sei ordinanze di custodia cautelare emesse nei confronti di cinque minori, quattro in carcere e uno in comunità, tutti ospiti di una casa famiglia della città per stranieri non accompagnati. I bulli sono nati tra il 2005 e il 2007. Alcuni di loro diventeranno maggiorenni tra marzo e settembre di quest’anno. Sei in totale le misure cautelari emesse dal procuratore del Tribunale per i minorenni dell’Aquila David Mancini e dal sostituto Lorenzo Maria Destro. Uno dei minori è destinatario di due misure cautelari, mentre uno è ancora ricercato. Sulle tracce del ragazzino in fuga, che si è allontanato volontariamente dalla struttura, ci sono i carabinieri della stazione di Pizzoli.
La maggior parte dei reati, come emerge dalle carte dell’inchiesta, si sono consumati tra le mura della struttura che ospita i minori. Qui un gruppetto ha agito con prepotenza nei confronti di altri ospiti più deboli commettendo reati che vanno dall’estorsione alla rapina fino alle lesioni. I bulli si facevano consegnare sistematicamente e dietro minaccia piccole somme di denaro, circa una decina di euro al giorno. Somme che i ragazzini ricevono dalla struttura che li ospita e che rientrano nel programma di accoglienza. Ai ragazzini più fragili, spesso, i bulli rubavano anche il cellulare. Se qualcuno di loro non consegnava i soldi e gli smartphone scattavano le botte. Da qui il reato di lesioni.
Una notte la banda si è resa protagonista del danneggiamento di una quindicina di automobili parcheggiate tra Pizzoli e L’Aquila. Hanno spaccato i finestrini per trafugare i pochi spiccioli lasciati all’interno. La stessa notte due auto sono state rubate e utilizzate per raggiungere L’Aquila. Sono state ritrovate, dopo la denuncia dei proprietari. In città, i bulli hanno rubato dai distributori automatici di due attività commerciali, di cui un sexy shop. Per arginare i fenomeni di illegalità, nei mesi scorsi i gestori della struttura hanno promosso una serie di incontri tra i minori e le forze dell’ordine.
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