La Banca degli occhi ottiene nuova certificazione di qualità
L’AQUILA. La Banca degli occhi dell’ospedale dell’Aquila, dopo quella per i trapianti di cornea e le membrane amniotiche, ottiene la certificazione di qualità anche come centro di conservazione del...
L’AQUILA. La Banca degli occhi dell’ospedale dell’Aquila, dopo quella per i trapianti di cornea e le membrane amniotiche, ottiene la certificazione di qualità anche come centro di conservazione del tessuto osseo. Un riconoscimento, concesso dal centro nazionale trapianti, che attesta l’adozione di procedure operative, codificate e controllate in base a standard europei, che si traducono per il paziente nell’innalzamento della soglia di sicurezza e quindi nella riduzione al minino di rischi, errori e reazioni avverse. «L’ampliamento della certificazione di qualità», fanno sapere dall’Asl, «è un premio all’attività della Banca degli occhi che, dal 2000 a oggi, ha processato complessivamente (cioè controllato e verificato nei propri laboratori ai fini dell’idoneità al trapianto) circa 3.000 tessuti». La Banca, diretta da Germano Genitti, conferma così «un ruolo di primo piano non solo in Abruzzo ma anche in Italia, essendo una delle 13 “sorelle” della branca esistenti nella Penisola. Al lavoro di laboratorio si affianca l’attività del reparto ospedaliero e di microchirurgia oculare che fa registrare numeri importanti: oltre 2.000 interventi chirurgici l’anno. Peraltro, dall’estate dello scorso anno, con il trasferimento nell’edificio L2 dell’ospedale San Salvatore, la Banca-microchirurgia oculare si avvale di un blocco operatorio totalmente rinnovato che comprende 3 sale operatorie dotate di strumentazioni all’avanguardia. Tra esse il femtolaser (che emette un fascio di luce a elevatissima velocità senza l’utilizzo del bisturi), microscopi operatori con Oct integrato (per esami diagnostici di retina e cornea) e sistemi faco-vitrectomi di ultima generazione che permettono di eseguire interventi di cataratta e di microchirurgia di precisione con elevati standard di qualità. Lo spostamento nell’edificio L2 ha ridotto i tempi di attesa».

