La barbabietola clonata nasce dopo 16 anni

In provetta dal 2001, piantata quest’autunno: esperimento eseguito nei laboratori dell’Agrario
AVEZZANO. Una barbabietola clonata viene “risvegliata” e piantata dopo 16 anni. L’esperimento è stato eseguito con successo dall’Istituto agrario “Arrigo Serpieri” di Avezzano diretto da Paola Angeloni.
Era il maggio del 2001 quando la scuola diede vita a barbabietole e carote perfette, clonate in provetta e rese inattaccabili dai virus. Operazione resa possibile dal laboratorio di micropropagazione e da alcune esperienze didattiche della professoressa Maria Antonietta Milanese e dell’assistente tecnico Lido Di Cioccio. L’idea era quella di creare piante senza ricorrere al seme. E così, mentre negli anni centinaia di studenti si sono alternati sui banchi e nei laboratori, l’Istituto di istruzione superiore “Serpieri” non ha mai smesso di propagare, mantenere e custodire il germoplasma di alcune rappresentative piante autoctone locali e regionali.
Tra le diverse specie di piante prese in considerazione nelle esercitazioni di laboratorio c’è la barbabietola. Pianta importante nella storia recente della popolazione marsicana, legata alla conca del Fucino e alla presenza di due zuccherifici (a Celano e Avezzano, entrambi chiusi).
«Abbiamo voluto mantenere vivo il ricordo di una pianta che per vicissitudini legate alle quote produttive dell’Unione europea è uscita completamente fuori dalle pratiche agricole locali, con danni considerevoli all’economia marsicana», afferma Di Cioccio, «oggi il germoplasma di quella barbabietola clonata il 25 maggio 2001 ancora continua a vivere sotto forma di risorsa genetica nel nostro istituto di Avezzano. Tanto per constatare l’efficacia e la bontà di un’operazione avvenuta a distanza di anni e soprattutto per verificarne la riuscita, sapendo a priori che in tutti questi anni trascorsi, volutamente, non ci sono stati nuovi prelievi dall’esterno, anche se la micropropagazione consiglia vivamente di rinnovare periodicamente gli espianti. Dopo 16 anni qualche esemplare di vitropianta radicata è stata trasferita nel terreno naturale, è stata seguita costantemente durante la crescita e, finalmente, con l’approssimarsi dell’autunno, si è sviluppata una bella pianta di barbabietola col suo ricco fogliame, in piena salute e con una bella radice carnosa ricca di zucchero». (r.rs.)
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