La beffa della Biolite, stangata a Scurcola

18 Ottobre 2017

Il Comune evita il dissesto da un milione di euro, ma aumentano le tasse e si vendono i beni pubblici

SCURCOLA MARSICANA. Caso Biolite, alla fine la stangata è servita: l’amministrazione comunale di Scurcola Marsicana dice sì al piano di riequilibrio finanziario per affrontare le spese extra legate alla lunga vicenda giudiziaria. Così scatteranno l’aumento delle aliquote per i cittadini e la vendita del patrimonio immobiliare del Comune. Ammonta a un milione 168mila euro il debito che il municipio deve pagare per le spese legali inerenti il caso Biolite.
Una cifra insostenibile per l’Ente che metterà in vendita anche l’ex municipio, il mattatoio e l’ex scuola di Cappelle per poter saldare parte del debito. La vicenda ha inizio negli anni ‘90. Nel 1993, infatti, la società Biolite venne autorizzata allo stoccaggio provvisorio di fanghi biologici non tossici in alcuni terreni dei Piani Palentini. Dopo tre anni scattò una maxi indagine della Forestale proprio per l’assenza di alcune autorizzazioni che portò a sequestri di documenti e terreni dove avvenivano gli smaltimenti. Furono individuate 198 ditte produttrici dei rifiuti e denunciate 88 persone, delle quali 44 poi rinviate a giudizio con l’accusa di smaltimento illecito di rifiuti. Alla fine ci fu una sola condanna.
Il Comune di Scurcola nel 2001 avviò le pratiche per il risarcimento dei danni patrimoniali, non patrimoniali e ambientali subiti per l’illecita attività di smaltimento sui suoi terreni. Il tribunale di Avezzano, però, rigettò la richiesta sottolineando che non c’era alcuna prova del danno subìto. Il Comune è stato costretto a risarcire tutte le società coinvolte rischiando la bancarotta. Più volte, infatti, anche in passato si era parlato di una condizione difficile dell’Ente proprio a causa di questo grosso debito e di un possibile commissariamento che alla fine è stato scongiurato. L’amministrazione guidata dal sindaco Maria Olimpia Morgante ha portato in consiglio, e approvato a maggioranza (con l’astensione di due consiglieri comunali), il piano di riequilibrio finanziario dell’Ente. Le spese legali, oltre a quelle stimate nel giudizio di appello, attualmente pendente davanti alla Corte d’Appello dell’Aquila, hanno portato l’Ente a un passo dal dissesto. Saranno anni difficili per Scurcola e i suoi residenti. Scatteranno l’aumento delle tasse e la vendita dei beni di proprietà del Comune.
«Il piano è la dimostrazione di un grande senso di responsabilità e di consapevolezza da parte dell’amministrazione, che nonostante gli slanci e la buona volontà si è trovata di fronte a una situazione debitoria senza precedenti, che non poteva essere ignorata», dichiara il primo cittadino Morgante, «è previsto per legge l’aumento delle aliquote e i tagli alle spese non indispensabili. Il piano è decennale, ma possiamo dire che i primi 5 anni saranno i più duri. Metteremo in vendita l’ex municipio, il mattatoio e l’ex scuola di Cappelle. Abbiamo portato a compimento un’operazione di grande importanza per il futuro del nostro Ente, ora abbiamo i conti in ordine e ciò garantirà la stabilità economico finanziaria del prossimo futuro, restituendo ai cittadini un Comune sano e solido». Sabato alle 18 il sindaco Morgante e l’amministrazione illustreranno la situazione alla popolazione della sala consiliare.
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