La biblioteca resta chiusa E va in scena il funerale

23 Giugno 2017

AltreMenti espone un manifesto per annunciare la morte della cultura in città Il gruppo contesta il mancato trasferimento della struttura al Centro giovani

SULMONA. A 36 giorni dalla chiusura della biblioteca dell’Agenzia di promozione culturale, il collettivo AltreMenti organizza il funerale della cultura in città ed espone un manifesto sulla parete virtuale di Facebook.
«Con la chiusura dell’Apc da 36 giorni a Sulmona è venuta a mancare la cultura», scrive provocatoriamente sul necrologio il gruppo di giovani sulmonesi. «Trentasei giorni di assenza in città di una biblioteca e di una sala lettura; 14 giorni di silenzio dalla nostra proposta di attrezzare al Centro giovani un’aula studio temporanea per consentire agli studenti impegnati in esami universitari e di maturità di studiare in un ambiente almeno un tantino confortevole. Questa è la Sulmona che volta pagina. Lasciamo a voi intendere in che direzione». Una dura critica all’amministrazione, dunque, che non risparmia nemmeno la scelta di trasferire parte della biblioteca nei locali dell’Inps di via Sardi. La biblioteca, coi suoi 35mila volumi, accoglieva circa 150 utenti al giorno. La struttura è stata inaugurata nel 1984 e progettata negli anni ’70 dall’architetto Paolo Portoghesi, lo stesso che si occupò, negli stessi anni, anche di quelle di Avezzano e Vasto, che sono regolarmente aperte. La parte che avrebbe riportato maggiori problemi di tenuta statica – secondo le verifiche avviate dalla Regione – è quella dell’anfiteatro, sede di conferenze, convegni e lezioni varie. Intanto, dovrebbe tornare a essere fruibile a breve una parte dei servizi dell’Agenzia di promozione culturale, chiusa circa un mese fa senza preavviso dalla Regione dopo alcune verifiche statiche. Controlli che avrebbero rilevato un indice di vulnerabilità sismica pari allo 0,26 per cento. Per velocizzare i tempi il collettivo AltreMenti e quello studentesco avevano sposato le proposte di Sbic e di Sulmona città aperta di voler utilizzare provvisoriamente uno spazio culturale comunale. Tra quelli proposti spiccava proprio il Centro giovani, coi componenti del collettivo che avevano dato anche la disponibilità a tenere aperta la sede di via Sangro.
«Qualora ci dovessero essere problemi legati all’apertura e alla chiusura dello spazio, ci mettiamo a disposizione per farlo noi», avevano proposto i ragazzi. «Speriamo che l’amministrazione si faccia carico della nostra proposta, che potrebbe essere attivata con efficacia immediata in meno di 24 ore».
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