La cameriera italiana: grazie a loro sono felice

20 Novembre 2016

Ha 26 anni, ha scelto il part-time e si sente rispettata: il mio boss è comprensivo Mi hanno assunto dopo 3 giorni di prova e ho il tempo di godermi la mia bambina

AVEZZANO. Corre da un tavolo all’altro con piatti di spaghetti alle vongole e involtini cinesi. Non si ferma un attimo e sorride sempre scambiando qualche battuta con le sue colleghe orientali e con il boss dagli occhi a mandorla. Ha 26 anni, è sposata, con un bambino, e da oltre un anno e mezzo lavora in un ristorante internazionale gestito da imprenditori cinesi. Ed è felice. Preferisce l’anonimato perché così si sente più libera di parlare del suo lavoro.

«Non potrei chiedere di meglio adesso, sono veramente sincera», racconta la cameriera, «ho frequentato le scuole medie e poi le superiori, ma sono stata bocciata agli esami di maturità e mi sono fermata. Mio padre è morto quando ero giovane e mi sono dovuta dare da fare subito. Ho fatto tantissimi lavori: dalla commessa alla barista, senza mai fermarmi. Un anno e mezzo fa ho saputo dell’apertura di questo ristorante, ho portato il curriculum e mi hanno subito assunta». Mentre parla più volte si gira per controllare che in sala sia tutto ok. Cerca con lo sguardo le colleghe orientali e quelle italiane per assicurarsi che non ci siano problemi. L’organizzazione è alla base di questa “piccola impresa” e anche chi ci lavora sente la responsabilità. Qui tutto deve andare bene e nessuno può permettersi di fallire.

«Ho fatto il colloquio con il titolare e un consulente italiano e dopo 3 giorni di prova sono entrata», continua la giovane, «i primi mesi facevo il full time dalle 11 alle 15 e dalle 18.30 alla chiusura, ora invece ho scelto il part-time anche perchè ho una bambina di 4 anni e devo gestire la famiglia. La mattina esco per portare mia figlia a scuola, poi torno a casa, spiccio le faccende e alle 11 arrivo al lavoro. Stacco alle 16, riprendo la bimba e vado a casa. Ho anche un giorno libero a settimana, il lunedì. Quando abbiamo fatto il colloquio ho subito capito che mi sarebbe piaciuto lavorare qui. Poi mi hanno chiesto 3 giorni di prova che sono andati bene ed eccomi qui». La marsicana anche della paga non si lamenta, anzi conferma che in altri posti si lavora di più e si guadagna di meno. «Sono in regola e mi pagano ogni mese senza alcun ritardo», afferma la 26enne, «guadagno 600 euro al mese per 5 ore e poi festività, straordinari ed extra sono a parte. Ho una settimana di ferie l’anno, ma se mi serve qualche altro giorno non ci sono problemi. Se ho bisogno di un anticipo sullo stipendio basta che lo chieda e immediatamente me lo concedono. Sono comprensivi, non mi posso veramente lamentare. Io vengo contenta al lavoro ed è questo l’importante. Fossero tutti i boss come il mio». La stabilità per la giovane è importante soprattutto perché insieme al marito deve mandare avanti casa e famiglia e nel suo nuovo lavoro l’ha trovata. Anche il rapporto con le colleghe, che all’inizio non è stato facile, via via è migliorato tanto che ora tra le marsicane e alcune cameriere orientali è nata una vera e propria amicizia. «All’inizio con le colleghe cinesi era un problema, non ci capivamo con la lingua e poi erano sempre tanto diffidenti verso di noi», precisa la cameriera, «poi invece con il passare del tempo siamo diventate amiche. Soprattutto con una ho legato molto, la considero una di noi. Non mi posso proprio lamentare, anche dal punto di vista dell’organizzazione sono perfetti. E poi a noi danno da mangiare e ci rispettano. È questo quello che conta per me». (e.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA