La Casini respira, fine della lunga crisi

I consiglieri Pingue e Ramunno rientrano nei ranghi. L’opposizione pronta a sfiduciare la presidente del consiglio
SULMONA. La maggioranza si ricompatta, il sindaco Annamaria Casini tira sospiro di sollievo mentre la minoranza annuncia battaglia. Non solo. Già nella prossima seduta consiliare, come annunciato dal gruppo del Pd, sarà presentata una mozione di sfiducia nei confronti del presidente del consiglio comunale, Katia Di Marzio perché avrebbe violato ripetutamente il suo ruolo di super partes partecipando a vertici politici sulla crisi comunale. Questo in sintesi quanto accaduto ieri nel corso del consiglio comunale che ha sancito una rinnovata intesa nella maggioranza con i consiglieri Fabio Pingue e Andrea Ramunno rientrati nei ranghi. Era stato proprio Pingue, nel suo intervento a far capire che non ci sarebbe stato alcun colpo di scena e che la crisi si sarebbe chiusa con un nulla di fatto. Il capogruppo di Avanti Sulmona ha chiesto che nella maggioranza convivano senza prevalenza le due anime, quella Gerosolimitana, di cui lui faceva parte e che aveva appoggiato in campagna elettorale, e quella nuova a sua stessa guida. Pingue ha poi presentato una lunga lista di obiettivi che l’amministrazione comunale dovrà raggiungere approfittando dei 30 milioni di euro che Sulmona ha nel cassetto per attuare importanti progetti come la messa in sicurezza delle scuole e degli edifici con Casa Italia. E ancora il museo di Ovidio, ricordando i fondi arrivati dalla legge per il Bimillenario che rischiavano di andare persi. È tornato sui suoi passi anche Ramunno, promettendo un impegno costante nell’ottica degli obiettivi del programma di mandato sostenuto e approvato dagli elettori sulmonesi. Soddisfatta dell’esito della seduta la Casini che nella replica finale ha voluto rimarcare l’impegno a voler proseguire con coerenza il percorso intrapreso, lasciando la porta aperta al dialogo con la minoranza e dando concretezza al nuovo corso proposto subito dopo il ritiro delle dimissioni. «Faccio tesoro di quanto è emerso in aula», ha detto, «e vado avanti sulla strada tracciata per dare forza e sostanza a un nuovo corso al servizio della comunità, al di fuori di schemi e pregiudiziali che non giovano ai sulmonesi». La minoranza, pur giudicando severamente la retromarcia della Casini, ha confermato di voler esercitare un’opposizione costruttiva nell’interesse della città. Si chiude dunque con una sorta di armistizio la crisi che aveva portato alle dimissioni del sindaco poi ritirate.
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