La Cassazione salva Scoccia, Santangelo, Febbo e Taglieri

8 Maggio 2021

SULMONA. È stata la sentenza delle sezioni unite civili della Corte di Cassazione a scrivere la parola fine al ricorso contro l’elezione dei consiglieri regionali Marianna Scoccia, Roberto Santangelo,...

SULMONA. È stata la sentenza delle sezioni unite civili della Corte di Cassazione a scrivere la parola fine al ricorso contro l’elezione dei consiglieri regionali Marianna Scoccia, Roberto Santangelo, Mauro Febbo e Francesco Taglieri. Le elezioni regionali si svolsero nel febbraio 2019. I ricorsi, già respinti da Tribunale amministrativo regionale e Consiglio di Stato, riguardavano l’ammissibilità alla competizione elettorale della lista Udc, nella quale Scoccia è stata eletta, e il calcolo dei resti, ai fini della determinazione della cifra elettorale per l’elezione di un candidato. Nel primo caso i ricorrenti avevano contestato che la lista non faceva parte di alcun gruppo parlamentare. Nel secondo caso invece era stata censurata la procedura di calcolo dei resti. Sia il Tar che il Consiglio di Stato hanno rigettato i due ricorsi. L’ultimo è stato respinto dalla Cassazione, che quindi ha confermato l'elezione dei consiglieri regionali. È chiaro che nel corso di questi primi due anni di legislatura regionale i ricorsi, ultimo quello davanti alla suprema corte, pendevano come una spada di Damocle sulle teste dei consiglieri interessati. L’annullamento della loro elezione avrebbe provocato conseguenze inevitabili, non solo per loro ma anche per l’intero assetto politico del consiglio regionale. Ieri invece i consiglieri hanno potuto tirare un forte sospiro di sollievo, prendendo atto con comprensibile soddisfazione della pronuncia dei giudici di Cassazione. In particolare Marianna Scoccia ha dichiarato di essere stata «da due anni e mezzo vittima di un vero e proprio accanimento giudiziario da parte di alcuni politici marsicani che non hanno avuto neanche il coraggio di metterci la faccia utilizzando di fatto alcuni cittadini per presentare ben tre ricorsi due davanti alla giustizia amministrativa e l’ultimo perfino in Corte di Cassazione. Oggi la sentenza mette la parola fine a questa triste vicenda. Ora chi ha sbagliato deve pagare», ha concluso la consigliera regionale che guida il gruppo misto, «mentre io continuo il mio lavoro sul territorio, come sempre pronta a lottare per le giuste rivendicazioni della popolazione del Centro Abruzzo e del resto della regione, con dedizione e passione, al servizio dell’intera collettività e del bene comune del nostro Abruzzo». ©RIPRODUZIONE RISERVATA