La Cgil: infermieri imboscati negli uffici

26 Settembre 2016

Il sindacato sollecita la Asl a divulgare i dati dell’indagine avviata a giugno: l’attuale situazione penalizza personale e malati

AVEZZANO. Infermieri imboscati negli uffici, mentre nei reparti non si trova personale. Che fine ha fatto l’indagine avviata dell’azienda sanitaria?

Se lo chiedono i sindacati, a fronte delle sempre più crescenti carenze a cui devono far fronte gli ospedali e le altre strutture sanitarie di Avezzano, Sulmona, L’Aquila, Tagliacozzo, Pescina e Castel di Sangro.

Gli accertamenti per conteggiare i cosiddetti “fuori posto”, cioè coloro che invece di stare nel reparto sono diventati amministrativi, sono stati avviati a giugno. Per tale questione la Cgil-Fp pone l’accento sulla carenza strutturale nel settore della sanità in tutta la provincia sottolineando come «tale situazione non sia garante né per i lavoratori né per i pazienti. Nel primo caso il rischio è che non vengano rispettate, secondo i sindacati, le regole contrattuali e normative stabilite dalla legge 161 del 2014, e cioè riguardanti l’orario di lavoro del personale sanitario. Nel secondo caso c’è il rischio di non poter garantire la continuità nell’erogazione dei livelli essenziali delle prestazioni nei confronti dei pazienti».

«Per assicurare una tutela reale della salute e un vero accesso alle cure da parte dei cittadini», afferma Angela Ciccone della Cgil, «occorre una buona gestione dell’azienda sanitaria, rendendo efficace ed efficiente il servizio. Per ottenere questo obiettivo è fondamentale investire nell’organizzazione del lavoro, ristabilirne ritmi e condizioni operative che permettano ai dipendenti di lavorare bene».

Non è chiaro quanti siano gli infermieri che mancano per completare l’organico di tutti i reparti degli ospedali della Asl provinciale, ma si ipotizza che siano diverse decine. Per questo motivo, secondo la Ciccone, «occorre lavoro stabile e di qualità nel rispetto di tanti lavoratori che quotidianamente fanno il proprio dovere garantendo prestazioni essenziali».

Per tali motivi la Cgil-Fp sollecita la direzione aziendale al fine di «conoscere i risultati ottenuti dalla rilevazione avviata lo scorso mese di giugno da parte della Asl riguardo ai fuori posto».

La Cgil chiede inoltre chiarimenti sulla questione delle posizioni lavorative, come i coordinamenti, ricoperte da «personale che potrebbe restituire forza lavoro dispersa e che potrebbe migliorare le cure al malato, risolvendo la carenza di dipendenti».

Su tutti questi punti non sono stati forniti dati dall’azienda sanitaria, nonostante gli accertamenti siano stati avviati già da quasi quattro mesi.

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