La chiesa diventa dormitorio: è scontro

Giorgi (Fraterna Tau): «Pronti ad aprire piazza d’Armi sei giorni su sette». L’assessore De Santis: «Non autorizzeremo mai»
L’AQUILA. Un’emergenza umanitaria che si intreccia con uno scontro istituzionale. In piazza d’Armi, all’Aquila, le porte della chiesa di San Bernardino potrebbero aprirsi per accogliere 24 migranti afghani e pakistani che da settimane dormono all’addiaccio, in attesa che si sblocchino le procedure per la richiesta d’asilo. Una possibilità rilanciata da Paolo Giorgi, della Fraterna Tau, l’associazione che gestisce la struttura adiacente alla Mensa dei poveri, dopo un confronto con le autorità religiose. Comune contrario, però, come ha tuonato l’assessore all’urbanistica Francesco De Santis. «Ho comunicato a Comune e Prefettura l’intenzione di procedere con l’accoglienza all’interno della struttura religiosa», ha spiegato Giorgi, sottolineando di non poter più sostenere una situazione che vede «ogni giorno persone infreddolite e bagnate presentarsi alla mensa per la colazione».
La proposta prevede l’utilizzo della chiesa per sei notti su sette, con esclusione del sabato, garantendo pulizia e disinfezione per consentire il regolare svolgimento dei riti religiosi. L’emergenza accoglienza va avanti dalla fine di ottobre: dai primi richiedenti asilo accampati davanti alla Prefettura ai successivi arrivi di novembre, fino al picco di oltre 30 persone presentatesi a metà dicembre alla Mensa di Celestino. Durissima la replica dell’amministrazione comunale. In una nota l’assessore all’Urbanistica Francesco De Santis ha «diffidato pubblicamente» Giorgi dal realizzare un dormitorio, ricordando che sulla struttura «pende un’ordinanza di demolizione» confermata dalla sentenza 2113/2025 del Consiglio di Stato. Per De Santis la proposta «scade nella provocazione» e il Comune «non autorizzerà mai» l’utilizzo della chiesa come dormitorio.
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