La Chiesa offre cinquanta alloggi a Scoppito

28 Agosto 2016

Si tratta del villaggio Sanofi realizzato nel post-terremoto. Ecco il punto sull’assistenza diocesana

L’AQUILA. La Chiesa aquilana mette a disposizione degli sfollati 50 moduli abitativi provvisori a Scoppito. Si tratta di un’iniziativa attuata dall’Istituto diocesano sostentamento del clero – d’intesa con il Comune di Scoppito e con la Sanofi – che si sta adoperando perché si pongano le condizioni giuridiche che consentano di mettere a disposizione degli sfollati i Map costruiti dopo il sisma del 2009 su un terreno di proprietà dello stesso Istituto.

L’ufficio comunicazioni sociali della diocesi ha fatto il punto dell’attività messa in campo per la nuova emergenza. «È fondamentale che gli aiuti intercettino correttamente le esigenze reali della popolazione colpita dal sisma, altrimenti si corre il rischio di attivare interventi generosi ma di fatto inutili e talvolta ingombranti. Fondamentale mettersi “in rete” con in vari soggetti che presiedono la raccolta e la distribuzione degli aiuti, per ottimizzare i risultati delle attività di soccorso, evitando dispersioni, intasamenti e sovrapposizioni. Anche dai vertici della Protezione civile vengono segnali in questa direzione. La Chiesa aquilana, tramite la Caritas, si tiene costantemente in contatto con la Caritas nazionale, che ha il compito di coordinare le iniziative messe in campo in ambito ecclesiale, sia nell’immediato come sulle distanze medio-lunghe. Ci è giunta notizia che monsignor Benedetto Falcetti, direttore della Caritas di Rieti, invita a sospendere temporaneamente l’invio di viveri e di vestiario, dal momento che risulta difficile trasportare gli aiuti nei centri colpiti. Infatti, le ultime scosse hanno compromesso la transitabilità delle strade e, di conseguenza, reso precario il traffico verso le località devastate. I responsabili della Caritas nazionale hanno avviato un attento studio della situazione, in sinergia con le autorità civili, al fine di verificare i bisogni concreti e le modalità più opportune per organizzare le azioni di sostegno. Verranno indicati i “campi di raccolta” sui quali convogliare il materiale raccolto e saranno forniti gli orientamenti per operare in modo sincronico e organico. Proprio dalla Caritas nazionale viene l’esortazione a mettersi “in sistema”, evitando iniziative autonome, in sé buone, ma scarsamente produttive. La parola d’ordine, in ambito ecclesiale, è dunque: entrare “in connessione” con i centri di raccordo nazionali, diocesani, locali. Si prega di restare in attesa di ulteriori disposizioni e di mantenere in magazzino le derrate alimentari, i capi di vestiario e altro materiale raccolto».

«La Caritas diocesana si è mossa rapidamente e, tramite comunicazioni via sms ha trasmesso vari messaggi ai sacerdoti invitandoli a mobilitare presto e bene tutte le risorse locali. Inoltre, ha subito predisposto un magazzino, nella parrocchia di Gignano, per l’assemblaggio degli aiuti. Ha pure invitato a portare eventuali capi di abbigliamento al centro raccolta della Caritas parrocchiale di Pile, dove un gruppo di giovani sta offrendo un apprezzato servizio di volontariato. La Caritas diocesana ha già risposto a una richiesta di aiuto della Comunità di Ofena (Colonia Frasca), inviando alimenti, vestiario e altri mezzi per favorire l’assistenza a un gruppo di anziani, trasferiti dalla Casa di accoglienza che la Famiglia dei Discepoli gestisce ad Amatrice, resa inagibile. Alcuni volontari sono già partiti al fine di mettersi a disposizione per tale opera di solidarietà. Si ricorda che l’arcivescovo Petrocchi, è stato per oltre 13 anni parroco di Trisungo, che dista 2,5 km da Arquata del Tronto e 5,6 km da Pescara del Tronto. Perciò conosce bene i luoghi e la gente che li abita. Appena ha saputo la notizia del disastro sismico si è subito recato sul posto. Da un’analisi generale della situazione, risulta evidente che la strategia più importante da mettere in atto è la raccolta di fondi. Infatti, l’invio di aiuti economici consentirà ai responsabili del soccorso di selezionare le forme di assistenza da fornire. L’Arcidiocesi, in sintonia con l’iniziativa Cei, s’impegna a promuovere la raccolta di offerte per domenica 18 settembre».

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