La chiesa è chiusa e la processione fa marcia indietro

17 Agosto 2019

Finisce in polemica lo storico rito della Vergine Assunta Il sindaco di Tagliacozzo “bacchetta” le suore

TAGLIACOZZO. Arriva la processione, ma non può entrare in chiesa perché è chiusa. Si interrompe così in un sol colpo una tradizione di secoli. È quanto accaduto nella chiesa madre dei Santi Cosma e Damiano all’arrivo della processione della Vergine Assunta. I fedeli, i sacerdoti e le confraternite che accompagnavano l’antico quadro della Madonna hanno dovuto fare dietro front nel cortile della chiesa dove, per antica tradizione, l’Immagine avrebbe dovuto sostare fino al termine della messa delle 11. L’indignazione è stata generale, tra cui quella del sindaco Vincenzo Giovagnorio, che era in processione come semplice fedele. Ma ora si cerca di capire cosa sia accaduto. Madre Donatella Di Marzio, abbadessa dell’attiguo monastero delle Benedettine, non è stata avvisata dal parroco, non potendo quindi aprire la porta della chiesa, affidata alla parrocchia. Questo infatti avrebbe spiegato ad alcuni fedeli che hanno suonato alle porte del monastero chiedendo di aprire la chiesa. Il parroco, don Bruno Innocenzi, pare stesse celebrando la messa in un’altra chiesa. Fatto sta che i religiosi presenti hanno deciso di riportare il quadro della Madonna nella chiesa di San Francesco. Il sindaco ha giudicato il comportamento delle monache «poco ecclesiale e affatto rispettoso della regola di San Benedetto che impone specificamente la massima disponibilità nei confronti di chiunque bussi alle porte dei monasteri». Dal canto loro, dal monastero delle monache benedettine, spiegano di non voler intervenire sulla vicenda sostenendo che all’arrivo della processione erano in preghiera come di consueto a quell’ora e che non sapevano che sarebbero state loro a dover aprire la chiesa, mansione che spetta al parroco, il quale decide il da farsi, aggiungendo che né don Bruno Innocenzi né altri delegati hanno mai dato loro qualsivoglia indicazione in merito. Secondo le monache, se fosse stata data loro la disposizione di aprire l’avrebbero fatto ben volentieri. Sono settecento anni che il sacro rito ha luogo la mattina di Ferragosto a Tagliacozzo. Alcuni storici fanno risalire la processione a un voto di ringraziamento alla Vergine fatto da Carlo d’Angiò dopo la celebre Battaglia, combattuta contro Corradino di Svevia il 23 agosto 1268, nei Campi Palentini. (p.g.)
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