«La Cintarella è insicura» Catena umana di protesta

ORTUCCHIO. È una matassa di burocrazia quella che tiene in ostaggio la sicurezza della Cintarella, ma nessuno finora è riuscito a trovarne il capo. Il rimpallo di competenze tra Provincia e Comuni...
ORTUCCHIO. È una matassa di burocrazia quella che tiene in ostaggio la sicurezza della Cintarella, ma nessuno finora è riuscito a trovarne il capo. Il rimpallo di competenze tra Provincia e Comuni sta creando disagi ai dipendenti di Telespazio e ai residenti di Ortucchio, San Benedetto, Trasacco e Pescina che devono fare i conti con la scarsa manutenzione dell’arteria, l’assenza di guard rail, le buche e altre problematiche. Il grido d’allarme lanciato ripetutamente dai 250 lavoratori del centro spaziale del Fucino è rimasto inascoltato, tanto da spingerli ad autotassarsi per acquistare l’asfalto e chiudere alla meglio le buche. All’appello del sindaco di Ortucchio, Raffaele Favoriti, ha fatto eco quello del primo cittadino di San Benedetto dei Marsi, Quirino D’Orazio, per il quale la situazione ormai è diventata insostenibile. «Questa strada di appena 9 chilometri attraversa quattro comuni», commenta D’Orazio, «i sindacati di Telespazio ne fanno una questione di sicurezza e hanno ragione. C’è stato da sempre l’impegno politico di metterla a posto, ma purtroppo tutto si è ridotto a semplici proclami. Non c’è mai stato un atto unilaterale che affidasse definitivamente ai Comuni la competenza della Cintarella, eppure noi, coi pochi fondi a disposizione, spesso ripariamo le buche, togliamo la neve e cerchiamo di fare un po’ di manutenzione per spirito di collaborazione». Secondo D’Orazio «occorrerebbe un intervento serio e strutturale sulla strada, perché è inutile mettere le toppe: non è così che il problema si risolve».
La Provincia, dal canto suo, è certa di avere tutte le carte in regola e il consigliere delegato alla Viabilità, Gianluca Alfonsi, si dice pronto a incontrare i sindaci per continuare a collaborare nell’interesse della collettività. «Abbiamo risolto il problema della classificazione delle strade durante l’amministrazione Del Corvo e all’esito della sentenza del Tar la Cintarella venne classificata come comunale», ha evidenziato Alfonsi, «la Provincia fece una proposta di convenzione con la quale si impegnava, insieme ai Comuni, per la manutenzione, ma poi la proposta non andò in porto. Nonostante ciò siamo andati avanti, ci sono stati gli incidenti mortali e noi come Provincia, benché la strada non fosse nostra, abbiamo recuperato delle economie e le abbiamo destinate a quell’intervento di più di 500mila che vide Trasacco come Comune capofila. Non ci siamo mai lavati le mani e questo è bene chiarirlo. Ora, insieme al presidente Angelo Caruso, abbiamo scritto al ministero delle Infrastrutture e abbiamo chiesto di destinare la strada o a noi o all’Anas che ha a disposizione più economie. Attendiamo la risposta e speriamo che ci dicano finalmente chi dovrà gestire la Cintarella».
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