La Cisl: l’Ateneo prima risorsa del territorio

7 Giugno 2015

Per il sindacato è necessario ragionare in termini di sviluppo futuro guardando agli scenari nazionali

L’AQUILA. «L’Università è la principale risorsa del territorio. E il dibattito di questi giorni sul calo del numero degli iscritti ne è una testimonianza, ma occorre ragionare in termini di sviluppo futuro e tenere presenti scenari più ampi, regionali e nazionali». A sostenerlo, in una nota congiunta, sono il segretario regionale della Cisl Università, Oscar Colaiuda, il segretario provinciale, Silvio Romano, e il segretario aziendale, Fabio Pelliccione. «La conferenza pubblica su Università e sviluppo locale», affermano i sindacalisti, «ha rappresentato un importante momento di riflessione e ha avuto il merito di riportare al centro della discussione l’ateneo aquilano. Non si può non tener conto che il futuro del nostro ateneo è intrinsecamente connesso a quello dell’Università italiana. Il progetto della “buona università” sta già muovendo i primi passi nelle sedi parlamentari e seguirà quello della “buona scuola”. Ma si deve tener conto di quelle che sono le parole chiave: razionalizzazione delle risorse, programmazione intelligente, valorizzazione dei punti di forza. È importante, pertanto», proseguono i rappresentanti della Cisl Università, «che, a livello regionale, venga messa in atto una strategia per affrontare, a livello di ricerca e formazione, la competizione sul piano nazionale». E se gli atenei abruzzesi devono insistere sulle proprie specificità «è pur vero», incalzano Colaiuda, Romano e Pelliccione, «che nello scenario futuro saranno fondamentali le sinergie. È opportuno che riprenda, al massimo livello istituzionale, il dibattito sulla struttura del sistema universitario abruzzese. L’altro aspetto cruciale riguarda la ricerca e la formazione nell’ambito delle professioni sanitarie e i rapporti con il Servizio sanitario nazionale, di cui si discuterà in un’apposita conferenza programmata per ottobre prossimo». La Cisl auspica che «i protocolli di intesa tra la Regione e le università dell’Aquila e di Chieti-Pescara siano strutturati garantendo l’equilibrio tra i due poli abruzzesi, valorizzando le professionalità presenti e ampliando l’offerta formativa in termini di corsi di laurea e scuole di specilizzazione». Infine, sulla polemica del pagamento delle tasse «si auspica uno sforzo congiunto da parte dell’Ateneo e del Comune per rendere il percorso di formazione degli oltre 20mila universitari aquilani intenso, ma semplice, con gli opportuni interventi per residenzialità e socialità». ©RIPRODUZIONE RISERVATA