La Cisl: l’ospedale rischia altri tagli

18 Ottobre 2014

Riordino con il Patto della salute, appello ai rappresentanti politici

AVEZZANO. Allarme per la sanità marsicana e per l’ospedale di Avezzano che rischia la chiusura di altri importanti reparti. A lanciarlo è la Cisl Fp alla luce del decreto del governo approvato a luglio. Il sindacato chiede l’intervento della politica e maggiore chiarezza.

«Gli interventi pubblici di amministratori locali in questi giorni appaiono fuorvianti rispetto alla realtà», afferma il responsabile Cisl sanità Marsica, Giuseppe Capoccitti, «si parla di esperti di settore che spiegano come intervenire per salvaguardare il reparto di neurochirurgia e di emodinamica dell’ospedale di Avezzano, ma non spiegano gli esperti che il governo attraverso il decreto sul Patto della salute 2014-2016 sancisce un nuovo modello di gestione sanitaria basato per bacini di utenza». Criterio che, secondo la Cisl, «una volta adottato vedrà riscrivere totalmente la rete ospedaliera, quella dell’emergenza-urgenza nonché l’area della residenzialità e semiresidenzialità e la medicina territoriale».

In sostanza, gli ospedali verranno classificati in base al bacino di utenza in presidi di base dagli 80mila ai 150mila abitanti, presidi di primo livello dai 150mila ai 300mila e presidi di secondo livello da 600mila a 1,2 milioni di abitanti. Verrebbe agevolato l’ospedale del capoluogo. Secondo il rappresentante della Cisl, con tale ristrutturazione «l’ospedale di Avezzano nella migliore delle ipotesi diventerà presidio di primo livello e ciò significa che, in ogni caso, il servizio di emodinamica e il reparto di neurochirurgia verrebbero sicuramente e definitivamente chiusi. Ma verrebbero sicuramente chiusi anche il reparto di malattie infettive, il servizio di allergologia e l’emodialisi. E verrebbero messi in discussione anche eccellenze come la chirurgia vascolare e l’endoscopia». (p.g.)

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