La città rende onore al suo Professore

23 Ottobre 2017

Affollata cerimonia in Comune per ricordare l’ex sindaco scomparso. De Angelis: «Risollevò Avezzano in una fase delicata»

AVEZZANO. Conversando con gli amici, più volte, Mario Spallone aveva espresso il desiderio di essere ricordato con l’intitolazione della piccola piazza posta all’inizio di Villa Torlonia. Da oggi quella piazzola, grazie alla nuova giunta, si chiamerà “Largo Spallone”. Ad annunciarlo ufficialmente è stato il sindaco Gabriele De Angelis, nel corso di una cerimonia in Municipio, organizzata per ricordare, nel centenario della nascita, un «grande sindaco», che, «dotato di carisma e autorevolezza, ha saputo risollevare le sorti di una città prostrata da tangentopoli».
Dopo la decapitazione, nell’estate 1992, della giunta da parte della magistratura e l’arresto di amministratori e funzionari, Avezzano era allo sbando. Alle elezioni del 1993, la città, da sempre feudo della Dc, aveva voluto voltare pagina, affidandosi al comunista Mario Spallone. Fiducia che il Professore ha ripagato, guidando per 9 anni la città con equilibrio e saggezza.
«Ha voluto essere il sindaco di tutti», ricorda Flavia De Sanctis, ex assessore alla Cultura e stretta collaboratrice del Professore, «e lo dimostra la presenza qui non solo degli amici, ma anche di tanti avversari politici». Il compito che attendeva Spallone, una volta eletto, non era facile: bisognava ricostruire la città e recuperare la fiducia nelle istituzioni, che i cittadini avevano perso. Con quel piglio decisionista, che lo caratterizzava, si era messo subito al lavoro. Avendo sempre come bussola l’interesse collettivo. Se prendeva una decisione era quella. Nessuno poteva fermarlo. Per mantenere il contatto con i cittadini, s’inventò “Telefono aperto” su Atv7, l’emittente di cui era proprietario. Di quella innovativa esperienza ha parlato il presidente dell’Ordine dei giornalisti abruzzesi, Stefano Pallotta, che per 20 anni di Atv7 fu il direttore. Ogni settimana ognuno poteva segnalargli eventuali disfunzioni e disservizi.
L’indomani, puntuale, sul posto arrivava una squadra di operai del Comune. Con Spallone, in pochi anni, la città cambiò volto. E alle Comunali del 1997 i cittadini, riconoscenti, gli riconfermarono la fiducia. Spallone sapeva circondarsi di validi collaboratori.
«Capitava spesso», racconta Nazzareno Di Matteo, che in questi anni si è battuto perché a Spallone venisse intitolata la piazza di Villa Torlonia, «che il Professore mi svegliasse alle 3 di notte per chiedermi: che fai? oh, mi raccomando, alle 8 in Comune!». Dal 1970 al 1985 Spallone fu anche sindaco di Lecce nei Marsi, suo paese d’origine. E fu il primo sindaco nella Marsica, come ha rilevato l’attuale primo cittadino di Avezzano, Gabriele De Angelis, a buttar giù tutte le baracche del dopo terremoto, realizzando al loro posto novanta appartamenti.
«Mio padre», è il commosso ricordo del figlio Alfredo, «era molto legato a mia madre, a cui dava ascolto. Era un accentratore, ma anche un uomo profondamente onesto e di grande umanità».
©RIPRODUZIONE RISERVATA