«La città non riparte per scelte dissennate»

10 Gennaio 2016

L’avvocato Valentini attacca il sindaco Cialente: «Parla dei problemi come se fosse vissuto su Marte»

L’AQUILA. Le parole del sindaco Cialente sulle strategie di ripresa dalla crisi demografica, immobiliare e economica della città sono impugnate dall’avvocato Antonio Valentini che contestata a tutto campo quelle affermazioni. «Mi corre l’obbligo», dice l’avvocato, «di riscontrare le sue esternazioni e mi corre l’obbligo di farlo come cittadino aquilano. A leggere le dichiarazioni, mi chiedo se non ci si trovi in presenza di una formidabile presa in giro da parte di soggetto che fino a oggi pare essere vissuto su Marte. Non considerando le asettiche cifre che, a mio giudizio, sono molto lontane, in negativo, dalla realtà, non vi è dubbio che la desertificazione sociale, culturale e, oserei dire, anche mentale, sia addebitabile ad una sciagurata politica amministrativa. Non voglio ripetere le critiche ma è certo che il decremento del numero degli studenti non è ad altri addebitabile se non ad una precisa scelta politica e ad una altrettanto dissennata azione amministrativa; l’aumento degli immobili (grazie Berlusconi!) ha fatto da contraltare alla diminuzione della popolazione, con buona pace di quel ceto medio che oggi lei parrebbe voler tutelare». «Quanto a politiche industriali sarebbe meglio sorvolare,«prosegue, «ma è doveroso ricordare che la sua visione è stata poco attenta alle sinergie possibili fra le varie attività, con scarsa attenzione alla razionalizzazione dei servizi da offrire alle imprese ed alla qualificazione del territorio nel quale si prevedono gli insediamenti produttivi. Eclatanti esempi si trovano nell'area industriale di Monticchio con il tentativo di insediare industrie con problemi di emissione, come la Centrale a biomasse, che viene approvata su un lotto adiacente un importante stabilimento di prodotti alimentari o l’acquisto da parte dell’Asm di un capannone per trattare rifiuti nelle vicinanze di altro complesso produttivo alimentare. Come non restare perplessi di fronte alla notizia del possibile insediamento della Società Phoenix, che andrebbe a rilevare l’area dell’ex Finmek per l’attività di trattamento di materiali nobili da attrezzature elettroniche obsolete (recupero di 70 posti di lavoro sarebbe certamente vanificato dall’insediamento di un’industria con grossi problemi di emissione)».(g.g.)

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