La città onora Anzini e Lattanzio: strade coi nomi dei due carabinieri

Richiesta presentata in municipio da Masci e Di Giandomenico, c’è l’approvazione del sindaco Di Piero La commissione Toponomastica dovrà valutare la proposta che poi passerà al vaglio della giunta
SULMONA. Ricordare nella toponomastica cittadina due servitori dello Stato figli dell’Abruzzo morti in servizio: è la proposta dei consiglieri comunali di minoranza Vittorio Masci e Alberto Di Giandomenico, che ha già riscosso il favore del sindaco Gianfranco Di Piero. Masci e Di Giandomenico chiedono di intitolare spazi della città ai carabinieri Emanuele Anzini, appuntato scelto sulmonese che ha perso la vita in provincia di Bergamo, e maresciallo Franco Lattanzio, originario di Pacentro, morto a Nassiriya.
LA PROPOSTA
La richiesta dei consiglieri di minoranza è stata protocollata venerdì scorso. «Prima di avanzarla all’amministrazione», riferiscono, «abbiamo ritenuto opportuno rappresentare questo desiderio all’Arma dei carabinieri. Il comando regionale e quello di Sulmona hanno formulato apprezzamento e gratitudine per la proposta: elemento prioritariamente necessario per procedere nell’iter. Crediamo fortemente», sottolineano Masci e Di Giandomenico, «che questa sia l’occasione giusta per Sulmona e la sua amministrazione di ricordare questi rappresentanti delle forze dell’ordine, intitolando loro uno spazio pubblico affinché le giovani generazioni ne conoscano l’esempio».
IL Sì DEL COMUNE
L’idea ha subito riscosso il consenso del primo cittadino. «Si tratta di una proposta indubbiamente meritevole della massima considerazione», dichiara Di Piero, «in quanto riguarda due servitori dello Stato venuti tragicamente a mancare nell’adempimento del proprio dovere. Appena possibile», continua il sindaco, «sarà avviato l’iter burocratico che, come previsto, porta all’intitolazione di strade e spazi pubblici, ovvero prima con il passaggio in commissione Toponomastica che dà il suo parere consultivo, e quindi con l’approvazione definitiva della giunta comunale».
la tragedia nel bergamasco
Uno dei due carabinieri che la proposta chiede di ricordare è Emanuele Anzini, sulmonese morto il 17 giugno 2019: il giorno dopo avrebbe compiuto 42 anni. All’epoca Anzini, carabiniere già vent’anni, presta servizio nel nucleo radiomobile di Zogno, in provincia di Bergamo. Quella notte è in servizio su una strada provinciale nel territorio comunale di Terno d’Isola. Poco prima delle 3 intima l’alt a un’Audi A3, ma il conducente, nel tentativo di sottrarsi al controllo, accelera e lo travolge in pieno, senza lasciargli scampo. L’investitore viene poi trovato con un tasso alcolemico nel sangue tre volte superiore alla norma. Una stele gli è stata intitolata a Poggio Filippo, frazione di Tagliacozzo della quale era originario come la moglie Eleonora.
L’ATTENTATO A NASSIriya
L’altro militare abruzzese interessato dall’iniziativa sulmonese è invece Franco Lattanzio, morto poco più che 38ennell’aprile 2006 a Nassiriya, in Iraq, dove era impegnato nella missione di pace “Antica Babilonia”. Lattanzio resta vittima di un attentato di matrice islamista insieme ad altri due militari italiani, il maresciallodei carabinieri Carlo De Trizio e il capitano dei paracadusti Nicola Ciardelli, e il caporale della polizia rumena Bogdan Hancu. A ucciderli è l’ordigno esploso contro il blindato sul quale viaggiavano.
LA STRADE DA SCEGLIERE
Trovato ampio consenso sull’iniziativa, vanno ora trovate le strade. «Nelle prossime settimane saremo impegnati, con l’amministrazione, nell’individuare gli spazi per l’intitolazione», garantiscono Masci e Di Giandomenico. Il sindaco Di Piero fa notare che «a Sulmona ci sono poche strade nuove, non essendo una città in espansione urbanistica, ma nonostante ciò faremo una scelta degna e oculata». Non è quindi escluso che, piuttosto che una via, la memoria di Anzini e Lattanzio venga tramandata con un parco pubblico o uno spazio simile.
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