La città punta su artigianato e turismo enogastronomico

Confesercenti e Cescot rilanciano la proposta di istituire una scuola post-diploma dedicata in particolare alla formazione professionale nel settore agroalimentare
SULMONA. Il futuro del Centro Abruzzo è nell’artigianato e nell’agroalimentare.
Ne sono convinti Pietro Leonarduzzi, vicepresidente provinciale della Confesercenti, e Angelo Pellegrino, direttore del Cescot. Entrambi rilanciano la proposta di istituire a Sulmona una cittadella della formazione post-diploma, una sorta di cantiere delle competenze, in grado di trasmettere alle giovani generazioni i mestieri tradizionali e il saper fare. Da qui il plauso alla volontà di realizzare in città una scuola di formazione dedicata all’agroalimentare.
«L’Officina dei Sapori e la Confesercenti già nel 2005 lanciarono agli amministratori la proposta di istituire una cittadella della formazione che comprendesse tutti i livelli dell’istruzione e della formazione professionale», ricordano Pellegrino e Leonarduzzi, «affinché si potesse rispondere alle esigenze del mercato del lavoro che guardava e guarda con interesse alle professioni legate all’enogastronomia, all’agricoltura e al turismo enogastronomico. Apprendiamo, dunque, con grande soddisfazione e con grande interesse della volontà di istituire a Sulmona una scuola di specializzazione post-diploma legata al settore agroalimentare».
Il nuovo istituto professionale andrebbe ad aggiungersi all’Officina dei sapori, già istituita all’interno del Cescot e riconosciuta come scuola di eccellenza nella formazione professionale in tutto il centro-sud Italia.
«Sono dieci anni che ci battiamo per far passare il concetto che Sulmona e tutto il territorio del Centro Abruzzo necessitano dell’attivazione di un vero e proprio cantiere delle competenze», aggiungono i due, «utile per passare dal sapere al saper fare. Convinti della bontà di questa proposta educativa, abbiamo instancabilmente continuato a proporre a tutti quanti quei soggetti che si proponevano di amministrare la cosa pubblica, l’esigenza di aprirsi alle specializzazioni di settore, istituendo una scuola dei mestieri e partendo dall’esigenza di un rapporto sinergico con l’Istituto alberghiero di Roccaraso. E pensiamo anche all’istituzione di una facoltà universitaria di Scienze gastronomiche, d’intesa con le tre università abruzzesi».
Per meglio assicurare la formazione post-diploma, il Cescot e la Confesercenti pensano a una fondazione e ripropongono la realizzazione del progetto di ricerca «Prodotti tipici, percezioni di qualità lungo la filiera e possibilità di sviluppo del mercato», abbinato all’idea trainante della comunicazione delle «eccellenze enogastronomiche regionali», da realizzare in collaborazione con gli enti locali, le università, le organizzazioni professionali e gli altri enti di ricerca.
Federica Pantano
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