La comunità albanese tenta una scalata per contare in Regione

Parte dalla Valle Peligna la richiesta dei 3.600 migranti Hallulli e Salihi: integrazione significa far parte della società
SULMONA. Dopo essere entrata a far parte a tutti gli effetti della vita sociale contribuendo alla crescita economica del territorio, la numerosa colonia di migranti che da anni risiede in Abruzzo vuole tentare anche la scalata politica. In particolare sono gli italiani di origine albanese che, in vista delle prossime elezioni regionali, si stanno attivando per cercare di portare un loro rappresentante all’Emiciclo.
E in questa direzione va l’appello lanciato dal presidente dell’associazione italo albanese del Centro/Qendra Abruzzo con sede a Sulmona, Luan Hallulli e dal presidente dell’associazione culturale Rilindja Abdula Salihi con sede all’Aquila, ai 3.600 nuovi italiani residenti in Abruzzo ad «andare a votare con coscienza e farsi parte attiva nel dibattito politico che precede le prossime elezioni regionali».
Per i due esponenti della nutrita comunità albanese le prossime consultazioni potrebbero costituire un’occasione per le persone che hanno ottenuto da poco la cittadinanza italiana per esercitare un diritto-dovere fondamentale.
«Non si fa altro che parlare di immigrazione e integrazione», affermano Hallulli e Salihi, «temi delicati e attuali, ma essere integrati significa far parte di una società, rispettare le regole, la cultura e le tradizioni. Allora è ragionevole pensare che sia giusto integrarsi anche partecipando alle decisioni che riguardano il territorio e occupandoci attivamente di politica». Una partecipazione attiva che potrebbe arrivare attraverso il riconoscimento della figura del consigliere straniero aggiunto già presente in diversi consigli comunali. Parte da queste premesse un richiamo «a tutte le associazioni di comunità straniere a rendersi attive per far sì che la partecipazione a queste regionali sia massima». Gli immigrati regolari in Abruzzo arrivano a superare gli 87 mila e provengono in particolar modo da Romania, Albania e Macedonia», aggiungono. Vanno distinti gli stranieri appartenenti alla comunità europea (i quali possono votare previa registrazione nel comune di residenza) e quelli non appartenenti all’Unione europea (tra questi possono votare solo coloro che hanno acquisito la cittadinanza italiana). Analizzando bene il tema di acquisizione di cittadinanza, emerge che l’Italia è al primo posto in Europa per concessione di tale status, in riferimento al 2016, oltre 200.000 mila sono state le concessioni rilasciate, circa un milione i nuovi cittadini negli ultimi dieci anni.
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