La confessione dell’esecutore è la vera svolta
SAN BENEDETTO DEI MARSI. Un imprenditore è andato alla ricerca della verità e ha permesso la riapertura delle indagini. L’uomo, infatti, attraverso alcune telecamere di sorveglianza, ha riconosciuto...
SAN BENEDETTO DEI MARSI. Un imprenditore è andato alla ricerca della verità e ha permesso la riapertura delle indagini. L’uomo, infatti, attraverso alcune telecamere di sorveglianza, ha riconosciuto Mario Liberale quale autore di uno degli incendi. Al resto ci hanno pensato i carabinieri. Il 41enne attentatore indagato, assistito dall’avvocato Leonardo Casciere, ha vuotato il sacco di fronte ai militari, assicurando una svolta alle indagini. Il procuratore di Avezzano, Andrea Padalino, ha riunito i procedimenti penali, riaprendo anche quelli già archiviati e ha affidato le indagini ai militari dell’Arma del nucleo investigativo dell’Aquila. Liberale ha raccontato di essere diventato vittima dell’imprenditore e quindi ricattabile. «Presi due latte di benzina», è il contenuto di una delle confessioni agli atti della Procura, «con uno zaino sulle spalle mi introdussi in un’azienda scavalcando la recinzione. Una volta nel cortile, entrai prima nel capannone dove cosparsi la benzina, successivamente tornai nuovamente nel cortile dove diedi fuoco a un camion, per poi tornare ad accendere la striscia di benzina che avevo lasciato». E, ancora: «Da anni mi trovo a eseguire azioni di questo tipo per conto di un imprenditore, sono stato usato anche per accendere altri roghi». Una decina gli attentati incendiari al centro dell’indagine. (r.rs.)
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