La cooperativa nel mirino cambia i vertici

23 Luglio 2017

Dimissioni dell’imprenditore Giustino e del geometra Santoro. De Santis (Idv): «Inchiesta coraggiosa»

L’AQUILA. Dimissioni «con effetto immediato» da ogni incarico in essere nella società cooperativa “L’Internazionale”. Questa la decisione di Vito Giuseppe Giustino e Leonardo Santoro, rispettivamente presidente del consiglio d’amministrazione-rappresentante della società cooperativa e geometra della stessa coop finita nella bufera dopo i 10 arresti disposti dal gip del tribunale nell’ambito di un’inchiesta su appalti e tangenti nella ricostruzione pubblica.
Il consiglio d’amministrazione della società cooperativa “L’Internazionale” di Altamura comunica di aver provveduto a nominare un nuovo presidente e un nuovo componente del consiglio d’amministrazione. Il provvedimento, spiegano i vertici della coop, «dinanzi alle notizie acquisite dai mezzi d’informazione sull’azione penale in corso per la procedura di appalto funzionale alla ricostruzione del teatro comunale dell’Aquila», è stato assunto «a esaustiva ed effettiva garanzia dei numerosi soggetti pubblici e privati che, fin dall’anno 1975, hanno avuto modo e tempo di verificare le positive energie e professionalità profuse, nell’esecuzione di rilevanti opere, sull’intero territorio nazionale». Un’uscita di scena motivata anche «a doverosa tutela dei soci e cooperative consociate che costantemente hanno basato i loro rapporti sull’elemento fiduciario».
I nuovi vertici esprimono «completa fiducia nella magistratura» oltre alla «certezza che i soggetti attinti dai provvedimenti sapranno dimostrare l’estraneità ai fatti e dagli atti negativi che vengono loro addebitati, e segnatamente il non coinvolgimento della società cooperativa “L’Internazionale” in situazioni penalmente e moralmente rilevanti».
Lelio De Santis, consigliere comunale e segretario regionale dell’Italia dei Valori, esprime «il sostegno pieno alla magistratura per il coraggioso lavoro di indagine e l’auspicio che le persone accusate possano dimostrare la loro innocenza, ma allo stesso tempo auspico che a tutti i livelli la committenza privata e pubblica eserciti la sua attività di affidamento delle opere con il massimo della trasparenza, escludendo le imprese chiacchierate, spesso forestiere, e rifiutando offerte anomale, anche al Comune dell’Aquila, per forniture e appalti. Servono segnali di discontinuità».(e.n.)
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