La Corte d’appello boccia Gielle: deve ridare 1 milione al Comune 

Il contenzioso era iniziato nel 1986: ora si temono difficoltà per rientrare in possesso della somma L’assessore Verdecchia: «Verificare responsabilità di chi poteva recuperare la somma e non lo fece»

AVEZZANO. È stato respinto in Corte d’Appello il ricorso della Gielle, che ora dovrà restituire un milione al Comune per un contenzioso iniziato nel 1986 relativo alla detenzione di un immobile. Per l’assessore Roberto Verdecchia si tratta di una svolta importante, ma annuncia che «saranno verificate le responsabilità di chi poteva recuperare la somma e non lo fece». Una sentenza, quindi, che oltre a rinforzare le casse comunali apre anche le porte a possibili azioni di responsabilità da parte dell’amministrazione nei confronti di «chi poteva operare in modo più celere per l’iter di recupero».
Secondo l’assessore infatti qualcuno avrebbe «tergiversato con non risposte e con la mancanza di atti concreti finalizzati alla riscossione del credito, nonostante l’allora amministrazione De Angelis fosse stata più volte incalzata dai consiglieri di minoranza». I giudici aquilani, così come già quelli di primo grado, hanno rigettato in toto le motivazioni di appello presentate dalla difesa di Guido Giffi, titolare della Gielle, secondo le quali si sosteneva che il tribunale di Avezzano fosse incompetente per territorio e, di conseguenza, fossero nulli tutti gli atti, compreso ovviamente il provvedimento che lo obbligava a versare al Comune il milione di euro.
Secondo il giudice estensore della Corte d’Appello, Alberto Iachini, la presunta “incompetenza” territoriale è insussistente, visto che la Gielle sas «ha sempre svolto esclusivamente le sue attività ad Avezzano e i suoi soci sono di Avezzano», aggiungendo che «il trasferimento dell’attività a Roma deve considerarsi fittizio».
La Corte ha poi affrontato e ritenuto non accoglibili anche le altre motivazioni, come esposto nelle quindici pagine di memoria presentata dal Comune di Avezzano, rappresentato dall’avvocato Carmelo Occhiuto. «Fatto salvo il possibile ricorso in Cassazione, dall’esito decisamente prevedibile a questo punto», afferma Verdecchia, «Giffi ora si trova nella posizione di dover restituire il milione di euro che, anni fa, provvide a prelevare dalle case comunali basandosi su due sentenze a lui favorevoli senza attendere, però, l’esito in Cassazione. Esito che fu a lui sfavorevole e dette inizio alla controversia».
Ora si procederà al recupero della somma, che dovrebbe essere utilizzata per realizzare e migliorare servizi per la cittadinanza. «Un recupero», aggiunge Verdecchia, «che si presenta particolarmente difficoltoso visto che, al momento, la somma in questione non è nella disponibilità di Giffi e che, a causa dei ritardi e dell’indolenza dell’amministrazione guidata da Gabriele De Angelis, non è stata posta sotto sequestro preventivo. Sequestro sollecitato dall’allora opposizione, con i consiglieri Domenico Di Berardino, Cristian Carpineta e il sottoscritto che oggi, maggioranza, si è dovuta far carico di tale incombenza rimasta insoluta. Ben presto, anche in relazione all’esito dell’indagine penale della procura di Avezzano conclusasi a fine giugno», sottolinea infine Verdecchia, «la circostanza potrebbe indurre l’unica persona offesa, ovvero la città di Avezzano e tutti i suoi abitanti, a sollecitare un’azione da parte dell’organo inquirente».
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