«La Costituzione non invecchia mai»

Il vicepresidente della Consulta Lattanzi a confronto con gli alunni: le leggi passano, ma la nostra Carta resta giovane
L’AQUILA. «La Costituzione è una bella donna che ancora non ha rughe, a differenza delle leggi che spesso invecchiano presto». Parla con amorevolezza e con riguardo di questa ormai anziana “signora”, 70 anni ma ben portati, il vicepresidente della Corte costituzionale, Giorgio Lattanzi, che ieri pomeriggio ha incontrato gli studenti del liceo Cotugno dell’Aquila, insieme alla preside Serenella Ottaviano e alla direttrice dell’ufficio scolastico regionale, Antonella Tozza. Accolto dall’inno nazionale, eseguito dall’orchestra di fiati del Liceo Musicale, uno degli indirizzi della scuola, il vicepresidente ha dato il via alla due giorni di incontri abruzzesi nell’ambito del progetto, “Viaggio in Italia: la Corte costituzionale nelle scuole”, che oggi vedrà protagonisti gli studenti pescaresi.
«Incontri importanti», come ha sottolineato la Tozza, «per colmare la distanza tra le istituzioni e il nostro quotidiano». A fare gli onori di casa la preside Ottaviano: «Averla qui oggi è un privilegio di cui siamo grati, è un grande onore poter festeggiare insieme i settant’anni della nostra costituzione».
Settant’anni che sembrano tanti, ma in realtà non lo sono affatto. «La nostra è una Costituzione particolarmente giovane», ha spiegato il vicepresidente ai ragazzi. «Quando è stata realizzata era una Costituzione nuova, in tutti sensi, ma a me pare ancora molto attuale». Proprio la Costituzione e la Corte costituzionale sono state al centro della lectio magistralis di Lattanzi, che ha tenuto a sottolineare quanto sia importante che «la Corte esca dal palazzo della Consulta: è un organismo che vive nella società e vuole essere conosciuto». Poi il racconto della nascita del fondamentale strumento legislativo «negli anni forse più tremendi della storia italiana, appena un decennio dopo le leggi razziali, il periodo più buio del nostro ordinamento giuridico, durante e il quale fu scritto un insieme di norme non solo ingiuste, ma anche demenziali. La carta costituzionale è nata a seguito di un decennio di rovine materiali, umane, giuridiche». E la corte è pensata come un “giudice delle leggi”, necessario, perché come ha detto lo stesso vicepresidente, «non c’è mai un eccesso di tutela dei diritti. È facile che si torni indietro, in tal senso, ma bisogna stare attenti. Le garanzie secondo me sono fondamentali». Proprio per questo «la Corte è un arbitro e si deve comportare da arbitro. Anche quando le sue decisioni finiscono fatalmente per avere un significato politico, deve essere sempre terza». Al termine del lungo discorso di Lattanzi i ragazzi non hanno risparmiato domande e chiarimenti sui temi più vari: dal sistema bicamerale alla parità di genere, alle lungaggini nelle pene, all’autonomia delle Regioni, alla efficacia retroattiva delle sentenze. «Ritengo che questo viaggio nelle scuole sia molto importante», ha commentato, «i ragazzi mi sembrano pronti a ricevere, forse siamo noi che dovremmo preoccuparci di dare loro il più possibile».
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