La Deutsche Bank diventa azionista Accord Phoenix

Trattative in corso per l’acquisizione del 30 per cento del pacchetto societario Questa l’ipotesi su cui si sta lavorando per superare lo stop di Invitalia
L’AQUILA. La Deutsche Bank potrebbe entrare nel pacchetto societario dell’Accord Phoenix.
Non c’è ancora il timbro dell’ufficialità, ma sembra questo l’orientamento emerso dalle due tappe che l’istituto di credito tedesco ha riservato all’operazione con cui l’azienda intende insediarsi all’Aquila: prima un sopralluogo, molto accurato, all’interno del sito del polo elettronico, poi un tavolo a Roma, nella sede di Invitalia. In veste di inviati tecnici, due funzionari della banca, accolti dal presidente di Accord, Ravi Shankar, e dal consigliere delegato Francesco Baldarelli. Il nodo da sciogliere, l’erogazione del finanziamento pubblico di circa 12 milioni, per cui Invitalia ha richiesto garanzie bancarie che attestino la solidità dell’intero investimento proposto dall’imprenditore anglo-indiano.
La soluzione potrebbe essere appunto che la stessa Deutsche Bank diventi azionista della società, probabilmente acquisendo il 30% delle quote. La prossima scadenza è quella della fine del mese, quando verrà pubblicato il nuovo quadro di finanziamento europeo, al quale attingere nell’ambito dei fondi Cipe.
Nel frattempo, sia la banca che l’agenzia del ministero dell’Economia istruiranno le rispettive pratiche, per arrivare all’auspicato accordo finale. Difficile prevedere i tempi di attuazione, in questa fase. Ma almeno c’è la conferma che si sta cercando di far uscire il progetto dalla palude in cui si era impantanato, dopo lo stop di Invitalia.
«L’incontro a Roma è stato abbastanza positivo», commenta cautamente il consigliere delegato Baldarelli, «visto che le due strutture coinvolte si sono piaciute e stimate. Il confronto è avvenuto in un clima di serenità. I rappresentanti della Deutsche Bank hanno prima visitato il sito all’Aquila e poi si sono spostati nella capitale, dove hanno chiesto chiarimenti sulle modalità di erogazione del finanziamento pubblico. Occorrerà incrociare le reciproche garanzie, con ulteriori scambi di lettere d’intenti. E ci vorrà il tempo necessario. La novità sostanziale», conferma Baldarelli, «è che la banca tedesca potrebbe diventare azionista dell’Accord Phoenix. E questo sarebbe il miglior sigillo da apporre a garanzia dell’intera operazione».
Ieri mattina, dopo il sopralluogo nello stabilimento aquilano, sia Baldarelli che Ravi Shankar hanno incontrato il sindaco Massimo Cialente, «per un veloce saluto».
Non c’erano i funzionari della banca: il rigido protocollo dell’istituto di credito non prevede trattative con le istituzioni.
Romana Scopano
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